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Dalla Riviera del Conero ai comuni dell'entroterra

Difficoltà media
Tante attrazioni in un'unica destinazione

Dalle spiagge della Riviera del Conero ai colli dell'infinito, dalle città fortificate alle insenature selvagge, dagli itinerari culturali alle passeggiate nella natura protetta del Parco del Conero, tante attrazioni in un'unica destinazione, per una vacanza di scoperta ed emozioni.

Il tratto di costa che dal porto della città di Ancona giunge sino a quello di Numana è chiamato Riviera del Conero, dall’omonimo promontorio a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge, rocciose o sassose. Il territorio è protetto dal Parco regionale del Conero e comprende, oltre alle località balneari di Ancona-Portonovo, Sirolo,e Numana tutte Bandiera Blu, luoghi di interesse naturalistico dove praticare tanti sport, musei e complessi religiosi.

Iniziate il vostro itinerario visitando Ancona, capoluogo delle Marche. Città fondata dai Siracusani, ha sempre legato la sua esistenza al porto, dominato dalla Cattedrale di San Ciriaco. Dal Passetto si scorge l'incantevole paesaggio del Monte Conero; la perla del litorale è la baia di Portonovo, la cui spiaggia lambisce un mare verde smeraldo e conserva antichi tesori, quali la Chiesa di S. Maria di Portonovo e la Torre Clementina. Dopo una sosta sul Monte Conero, si incontra dapprima Sirolo, graziosa stazione balneare a picco sul mare e, subito dopo, Numana, dove potrete visitare il porticciolo turistico e l'Antiquarium Statale, e Marcelli, moderna zona balneare.

Lasciate la costa e proseguite poi per Camerano, ricca di interessanti scorci storici come le grotte, vasto insieme di spazi che si sviluppa sotto il paese. Sulla sommità della vicina collina di erge Loreto, con il più grande Santuario Mariano d'Italia. Proseguendo si incontra Castelfidardo, capitale della fisarmonica, strumento a cui è dedicato un interessante Museo Internazionale. Poco dopo si giunge a Osimo, che vanta le tredici statue romane di epoca imperiale conservate nel Palazzo Comunale.

Nei dintorni potrete visitare anche Polverigi e Offagna, con la sua imponente rocca, sede del museo delle Armi Antiche. L’evento più importante da segnalare ad Offagna, inserito tra i Borghi più belli d’Italia e le Bandire Arancioni, è la Festa Medioevale che anima il paese nel mese di luglio.

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Target: Trekking

Le tappe dell'itinerario

  • Duomo di San Ciriaco
    071.52688
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Duomo di San Ciriaco

    Il Duomo di San Ciriaco rappresenta l'emblema di Ancona, sia per la posizione geografica sia per il significato storico e religioso. E’ altresì una delle chiese medievali più interessanti delle Marche, dove sono presenti elementi bizantini e gotici.

    Il colle dove sorge si chiamava nell'antichità promontorio Cumero, nome composto dalle parole greche Kuma ed Oro, che insieme significano "monte opposto al mare". In seguito fu chiamato colle di San Ciriaco o Colle Guasco, dal nome del colonnello Cesare Guasco che fece eseguire importanti fortificazioni verso il mare.

    Il Duomo di San Ciriaco fu edificato sui resti di un tempio ellenistico dedicato alla Venere Euplea, la Venere della buona navigazione. Questo tempio fu distrutto nel 558 da un terremoto che rase al suolo anche la cittadina di Numana.

    Nel VI secolo fu edificata una basilica  che fu dedicata a S. Lorenzo. Essa fu ricostruita e ampliata nel sec. IX dopo le distruzioni saracene, e trasformata a croce greca tra l’ XI e il XII secolo.  Malgrado i danni dovuti alle due guerre mondiali e al terremoto del 1972, la cattedrale è stata riportata alla sua austera eleganza.

    La sagoma dell'edificio, a pianta centrale a croce greca, è sovrastata dalla cupola a dodici facce slanciata e voltata alla gotica. Ricoperta di lastre metalliche, è considerata dagli esperti una tra le più antiche e perfette cupole in Italia. 

    I resti del tempio pagano e della basilica paleocristiana sono ancora visibili sotto le lastre di vetro poste nel corpo centrale della cattedrale. Nell’ala sinistra si trova il monumento a Pietro Ghinelli, realizzato da Giovanni Dalmata da Traù nel 1509. Nell’ala sinistra, nella cappella della Madonna, si trova lo splendido altare di Luigi Vanvitelli (1738).

    Il transetto destro ospita la Cappella del Crocifisso, dove le transenne sono composte da preziose formelle graffite di plutei risalenti al 1189, opera di un maestro Leonardo. Essi riportano figure di santi, profeti e animali simbolici

    La cripta di sinistra, appartenente alla più antica chiesa, conserva le urne dei patroni della diocesi S. Ciriaco, S. Liberio e S. Marcellino.

    Un attento sguardo al capolavoro artistico costituito dal suo protiro. E’ consigliata una visita approfondita anche del Museo Diocesano.

  • Porto turistico di Marina Dorica
    071 54800
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Porto turistico di Marina Dorica

    A sud-ovest del porto di Ancona si estende la nuova darsena turistica "Marina Dorica", capace di 1320 posti barca, 23 pontili ma anche locali, ristoranti e negozi.
    Oggi Marina Dorica è uno dei porti turistici più attrezzati e moderni d’Italia, insignito della Bandiera Blu dal 2011.



  • Ancona
    3392922855
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Ancona

    Ancona, capoluogo di regione, sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero. Questo promontorio dà origine ad un golfo, il golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale.

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE
    La città possiede varie spiagge, sia di costa alta che di costa bassa. Tra le prime, la più centrale è quella del Passetto, con grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato. Spiagge rocciose si susseguono verso Sud; tra esse si segnala la spiaggia di Mezzavalle. La più nota spiaggia a sud di Ancona è Portonovo (Bandiera Blu); nella spiaggia si alternano tratti ghiaiosi e sassosi, con ciottoli calcarei bianchissimi e arrotondati, considerati una delle peculiarità della località. La presenza dei boschi direttamente a contatto con la spiaggia, unitamente ai panorami aperti verso la mole maestosa del Conero, costituiscono una grande attrattiva della zona.

    A nord del porto di Ancona la costa è invece bassa; in questa zona si trova la spiaggia sabbiosa di Palombina, in parte libera e in parte attrezzata. A sud-ovest del porto di Ancona si estende la nuova darsena turistica, comprendente numerosi pontili dove ormeggiano 1200 posti barca (Marina Dorica, Approdo Bandiera Blu).

    COSA VISITARE
    Il monumento più rappresentativo della città di Ancona è la Cattedrale di San Ciriaco, splendida basilica romanico-gotica, con elementi bizantini, costruita sulle fondamenta di un tempio italico del IV sec a.C e di una successiva chiesa paleocristiana.

    Tra i siti di interesse turistico si segnalano: la Chiesa di Santa Maria della Piazza, capolavoro di arte romanica, caratteristica per la facciata ad archetti e per le figure simboliche scolpite intorno al portale; l’Arco di Traiano, un Arco romano eretto nel I sec. d.c; la Chiesa di San Francesco alle Scale, con la bella facciata in stile gotico fiorito veneziano; la Mole Vanvitelliana, splendida isola artificiale a pianta pentagonale all'interno del porto, costruito su progetto dell'architetto papale Luigi Vanvitelli; la Loggia dei Mercanti, il più importante edifico laico, in stile gotico fiorito veneziano; la suggestiva Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle, la cui antichità è attestata dal nome, di chiara derivazione greca, che ricorda l’ambiente palustre in cui sorgeva.

    Da non perdere sono la Pinacoteca Comunale, che custodisce, tra le altre, opere di Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto e del Guercino; il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che documenta la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano; il Museo tattile Omero, uno dei pochi al mondo, e l'unico in Italia, che permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all'arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.

    TIPICITÀ ED EVENTI
    I piatti tipici più apprezzati sono lo stoccafisso all’anconitana e il brodetto, tipica zuppa di pesce.
    Il mosciolo selvatico di Portonovo, presidio Slow Food, è una cozza che si riproduce naturalmente e vive attaccata agli scogli sommersi della costa del Conero.

    Tra gli eventi di rilievo che hanno luogo ad Ancona durante l’anno segnaliamo: la Fiera di San Ciriaco e il Festival Internazionale "Adriatico Mediterraneo",  che attira artisti provenienti dai Paesi del bacino dell’Adriatico e del Mediterraneo.

  • Mosciolo selvatico di Portonovo - Presidio Slow Food
    Con il nome di "Mosciolo" si intende il mitilo pescato nella zona di Portonovo di Ancona, nel tratto di mare che va da Pietralacroce ai Sassi Neri di Sirolo. Il "mosciolo", dal colore nero violaceo all’esterno e madreperlaceo all’interno, ha una conchiglia ovolinata, allungata e schiacciata nella parte opposta al bisso con il quale si attacca agli scogli. Caratteristica subito evidente e la ricchezza di concrezioni che lo distinguono dalla cozza di allevamento ed ovviamente il tipico profumo di mare. Il “mosciolo” si consuma essenzialmente d’estate, quale protagonista di alcune ricette tipiche offerte dai ristoranti di Portonovo e della Riviera del Conero: spaghetti con i moscioli, moscioli alla marinara e soprattutto "moscioli arrosto".
  • Abbazia di Santa Maria di Portonovo
    0039
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Abbazia di Santa Maria di Portonovo

    Perfettamente inserita nel paradiso naturale del Monte Conero, questa chiesa sovrasta la scogliera di bianco calcare su cui è arroccata.
    In armonia con l'ambiente circostante, parzialmente nascosta nel verde, è un vero e proprio gioiello dell'architettura romanica, realizzato in blocchetti lavorati di calcare del Conero. La pianta a croce greca è divisa in cinque navate, la cupola risulta divisa in due parti, il tiburio e il tamburo sono quadrati, la principale fonte di luce è rappresentata dalle caratteristiche bifore.

    L'apertura dell'Abbazia è effettuata da volontari di Italia Nostra

  • Badia di San Pietro al Conero
    071 2513264 (IAT)
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Badia di San Pietro al Conero

    Sul Monte Conero, a circa 450 metri slm, sorge la Badia di San Pietro al Conero. Del complesso si hanno notizie a partire da un documento del 1038, in cui viene unito all'eremo di San Benedetto. La pacifica convivenza tra i due romitori durerà fino al 1518, quando il vescovo di Ancona decise di affidare l'abbazia di San Pietro agli eremiti di Santa Maria Gonzaga e successivamente alla Congregazione Camaldolese. Da allora cominciarono le incomprensioni. In seguito a un incendio scoppiato nel 1558, i gonzaghiani abbandonarono il luogo e le due chiese vennero riunificate sotto la comune autorità Camaldolese che rimase fino all'Unità d'Italia.

    Dell'abbazia non resta che la chiesa romanica ristrutturata agli inizi del XIII secolo. La pianta è basilicale, a tre navate, divisa da pilastri compositi alternati a pilastri cilindrici. La torre campanaria è del XIII secolo mentre la facciata è settecentesca. L'elemento rimarchevole nella struttura è costituito dal patrimonio scultoreo. L'apparato decorativo dei capitelli, databili al XII secolo, denota una raffinatezza plastica eccezionale che crea i consueti soggetti zoomorfi attinti dal bestiario simbolico romanico padano. I capitelli della cripta, assegnabili al XI sec, propongono invece tipologie cubiche e di imitazione corinzia dalla resa schematica ed appiattita, capitelli zoomorfi di stile meno evoluto rispetto al complesso, qualitativamente più alto, della chiesa soprastante.
    L'antico monastero benedettino che sorge accanto alla chiesa è stato trasformato in un elegante e confortevole Hotel.

  • Riviera del Conero
    071 2076431 - 071 2223125
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Riviera del Conero

    Ancona, capoluogo di regione, sorge nella costa dell' Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero. Questo promontorio dà origine ad un golfo, il golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale.

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE: La città possiede varie spiagge, sia di costa alta che di costa bassa. Tra le prime, la più centrale è quella del Passetto, con grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato. Spiagge rocciose si susseguono verso Sud; tra esse si segnala la spiaggia di Mezzavalle. La più nota spiaggia a sud di Ancona è Portonovo. Nella spiaggia si alternano tratti ghiaiosi e sassosi, con ciottoli calcarei bianchissimi e arrotondati, considerati una delle peculiarità della località. La presenza dei boschi direttamente a contatto con la spiaggia, unitamente ai panorami aperti verso la mole maestosa del Conero, costituiscono una grande attrattiva della zona. A nord del porto di Ancona la costa è invece bassa; in questa zona si trova la spiaggia sabbiosa di Palombina, in parte libera e in parte attrezzata. A sud-ovest del porto di Ancona si estende la nuova darsena turistica, comprendente numerosi pontili dove ormeggiano 1200 posti barca.
    COSA VISITARE: Il monumento più rappresentativo della città di Ancona è la Cattedrale di San Ciriaco, splendida basilica romanico-gotica, con elementi bizantini, costruita sulle fondamenta di un tempio italico del IV sec a.C e di una successiva chiesa paleocristiana. Tra i siti di interesse turistico si segnalano: la Chiesa di Santa Maria della Piazza, capolavoro di arte romanica, caratteristica per la facciata ad archetti e per le figure simboliche scolpite intorno al portale ; l’Arco di Traiano, un Arco romano eretto nel I sec. d.c; la Chiesa di San Francesco alle Scale, con la bella facciata in stile gotico fiorito veneziano, la Mole Vanvitelliana, splendida isola artificiale a pianta pentagonale all'interno del porto, costruito su progetto dell'architetto papale Luigi Vanvitelli; la Loggia dei Mercanti, il più importante edifico laico, in stile gotico fiorito veneziano; la suggestiva Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle, la cui antichità è attestata dal nome, di chiara derivazione greca, che ricorda l’ambiente palustre in cui sorgeva. Da non perdere sono la Pinacoteca Comunale, che custodisce, tra le altre , opere di Carlo Crivelli, del Tiziano, di Lorenzo Lotto e del Guercino;  il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che documenta la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano; il Museo tattile Omero, uno dei pochi al mondo, e l'unico in Italia, che permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all'arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.

    TIPICITA’  ED EVENTI: I piatti tipici più apprezzati sono lo stoccafisso all’anconetana e il brodetto, una zuppa di pesce. Il mosciolo selvatico di Portonovo, presidio Slow Food, è una cozza che si riproduce naturalmente e vive attaccata agli scogli sommersi della costa del Conero.
    Al mosciolo è dedicato l'evento "Mosciolando", che ha luogo a Portonovo nel mese di Giugno e coinvolge tutti i ristoranti della baia. La tradizione marinara di Ancona viene celebrata a maggio con l'annuale evento Tipicità in Blu, dedicato al pesce azzurro. Tra gli eventi di rilievo che hanno luogo ad Ancona dutante l’anno segnaliamo: la Fiera di San Ciriaco e il Festival Internazionale "Adriatico Mediterraneo", che attira artisti provenienti dai Paesi del bacino dell’Adriatico e del Mediterraneo.  

    INFO

     Informazioni turisticheTel. 071 2076431iat.ancona@regione.marche.it
    www.comune.ancona.it/turismo/it Parco Naturale del ConeroTel. 071 9331161www.parcodelconero.com Associazione Turistica Riviera del ConeroTel. 071 9332270info@conero.infowww.rivieradelconero.info  Federalberghi AnconaTel 071 2291518
    ancona@federalberghi.it ; www.ancona.federalberghi.it 

     

  • Rosso Conero DOC
    Per il Rosso Conero viene utilizzato il Montepulciano che qui trova il suo habitat ideale, in misura non inferiore all’85%, con l’aggiunta, per un massimo del 15%, di vitigni non aromatici, a bacca rossa. A un anno dalla vendemmia, il Rosso Conero, tendenzialmente  tannico, si abbina piacevolmente a cibi succulenti e aromatici. Più maturo e morbido si accosta bene a primi piatti di pasta ripiena e primi conditi con salse rosse; nella città dorica è consuetudine abbinare il Rosso Conero  allo stoccafisso all’anconitana. Territorio: La zona di produzione comprende l’area del promontorio del Conero, a sud est di Ancona, e, più precisamente, i comuni di  Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e parte dei comuni di Castelfidardo e Osimo.


  • A picco sul mare: il Parco Regionale del Conero
    071.9331161 - Centro Visite 07
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: A picco sul mare: il Parco Regionale del Conero

    Superficie: 6.000 ettari

    Istituzione: 1987
    Comuni del Parco: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo

    Il Parco è caratterizzato da alte falesie che precipitano a mare e vedute panoramiche di grande suggestione, offre innumerevoli paesaggi e colori che meravigliano e coinvolgono i visitatori a molteplici livelli.
    Le alte pareti strapiombanti del Monte Conero, l’emergenza geologica e naturalistica più importante del medio Adriatico, creano insenature e spiagge di rara bellezza, raggiungibili a piedi o via mare. Le sue pendici sono ricoperte dalla macchia mediterranea con boschi misti di sclerofille sempreverdi e caducifoglie sul versante nord-orientale. A sud e nelle pendici più soleggiate prevalgono elementi termofili, mentre ad ovest vaste sono le pinete presenti. Particolarmente suggestivo è il parco in primavera per la fioritura della ginestra e, in autunno, per il corbezzolo.
    Sulle falesie nidificano il falco pellegrino, il gheppio, il cormorano, il passero solitario, l’occhiocotto e il picchio rosso maggiore. Tra le specie botaniche particolari sono l’euforbia arborescente, la violacciocca ed il finocchio selvatico. Tra gli animali si evidenzia la presenza del tasso, della volpe, della donnola, della puzzola e del riccio.

    Il Parco rappresenta un vero e proprio paradiso per gli amanti del birdwatching, soprattutto nel periodo delle migrazioni dei rapaci.


    Da non perdere poi le numerose testimonianze geologiche, storiche e artistiche, quali l’ex cava di Massignano, dal riconosciuto valore geologico mondiale, fruibile per le visite. E poi ancora, le incisioni rupestri, le grotte romane, le abbazie e i monasteri benedettini e francescani come il Monastero di San Pietro al Conero, i ruderi dell’eremo di San Benedetto, la stupenda chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo, l’area archeologica della necropoli picena “I Pini” a Sirolo, l'Antiquarium statale e il prezioso crocifisso dell' XI secolo di Numana, le strutture difensive come il Fortino Napoleonico e la Torre Clementina a Portonovo.

    Da degustare sono invece il vino DOC Rosso Conero, le cozze ("moscioli selvatici") di Portonovo, presidio Slow Food, il miele e l’olio.

    I numerosi sentieri rispondono alle esigenze di coloro che amano la mountain bike, il trekking, l’equitazione. Le pareti rocciose si prestano per l'arrampicata libera e il free climbing. Le acque limpidissime sono ideali per gli amanti di immersioni, di pesca sportiva, di vela, di sci nautico, di windsurf kitesurf. Le pendici del Conero ben si prestano come punti di partenza per voli in deltaplano e parapendio. Varie sono le scuole per le discipline menzionate.    

    Info
    Centro Visite del Parco
    Tel. 071 9330490
    centrovisiteconero@opera-coop.it
    ufficiocultura@parcodelconero.eu

    Idee di viaggio:
    http://www.parliamodiviaggi.it/cucina-tipica-delle-marche-cosa-e-dove-mangiare-nel-conero/ 

    http://www.parliamodiviaggi.it/weekend-nel-conero-esplorando-il-parco-tra-trekking-e-passeggiate-a-cavallo/ 

    http://www.ilariabarbotti.it/marche-natura-unesperienza-da-raccontare-e-vivere/

    http://www.destinazionemarche.it/un-itinerario-alla-scoperta-del-parco-naturale-del-conero/

  • Riviera del Conero - Sirolo
    071 9330611
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Riviera del Conero - Sirolo
    Sirolo è uno dei borghi della Riviera del Conero:  è adagiato sopra un ripiano del versante meridionale del Monte Conero ed è compreso nell’area del Parco del Conero.
    L' OFFERTA TURISTICA BALNEARE: Sottostante all’abitato, sotto la costa dirupata, si trova  la spiaggia Urbani con l’omonima grotta che termine a nord con una rupe alta, protetta da una barriera semicircolare di scogli che impediscono alle mareggiate invernali di intaccarla alla base. Da lì comincia la spiaggia di San Michele, ghiaiosa e attrezzata di stabilimenti balneari. Proseguendo si raggiunge la spiaggia dei Sassi Neri, caratterizzata dalla presenza sulla battigia di blocchi di scisti neri di origine sedimentaria. La spiaggia delle Due Sorelle è la più caratteristica e nota di Sirolo. Così denominata per i due scogli gemelli che emergono dal mare, è la prima spiaggetta bianca del fianco sud del Monte Conero. E’ raggiungibile  via mare grazie ad imbarcazioni che, durante il periodo estivo, partono  giornalmente dal porto di Numana.Sirolo ha un centro storico d’impianto medioevale ancora ben conservato.
    DA VISITARE:  la chiesa di San Nicola e l’ex-chiesa del S. Sacramento,  la chiesa della Madonna del Rosario e il Teatro Cortesi. A pochi passi dal borgo, sorge il Teatro alle Cave, una cava naturale all’interno del Parco del Conero , che anima con appuntamenti di qualità le notti estive della Riviera del Conero. Sulla sommità del Monte Conero si può ammirare la Badia romanica di San Pietro, fondata dai Benedettini nella prima metà dell’XI secolo.Numerose sono possibilità di svago; sia la costa che l’area del parco del Conero  si prestano alla pratica di svariati sport: trekking, mountain bike, vela, surf, windsurf, attività subacquee, tennis e golf. INFO:

    Informazioni turisticheTel .071 9330611info@turismosirolo.it  Parco Naturale del ConeroTel. 071 9331161www.parcodelconero.com  Associazione albergatori riviera del ConeroTel. 071 95316info@conerohotels.it
    www.conerohotels.it 
  • Sirolo
    Tel. 071.9330572 (Comune) - 07
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Sirolo

    Il centro di Sirolo è adagiato sul versante meridionale del Monte Conero ed è compreso nell’area del Parco naturale del Monte Conero.

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE
    Incastonata nella falesia ai piedi della zona abitata di Sirolo, si trova la spiaggia Urbani (Bandiera Blu 2018), costituita principalmente da roccia. Da lì comincia la spiaggia di San Michele (Bandiera Blu 2018, assieme alle spiagge Sassi neri e Urbani), ghiaiosa e attrezzata di stabilimenti balneari. Proseguendo si raggiunge la spiaggia dei Sassi Neri (Bandiera Blu 2018), caratterizzata dalla presenza sulla battigia di blocchi di scisti neri di origine sedimentaria. La spiaggia delle Due Sorelle è la più caratteristica e nota di Sirolo; così denominata per i due scogli gemelli che emergono dal mare, è raggiungibile via mare grazie ad imbarcazioni che, durante il periodo estivo, partono giornalmente dal porto di Numana. È stata premiata da Legambiente quale una delle dieci spiagge più belle d'Italia.
    Spettacolo unico e davvero attraente per i bambini è il rilascio delle tartarughe marine proprio da questa spiaggia, ritenuta idonea allo scopo grazie alle sue acque pulite e cristalline. Ci sono poi altre spiagge: la spiaggia dei Lavori, adiacente alla Spiaggia delle due Sorelle lato Nord e formata da ciottoli e massi levigati dal mare e dal vento; la spiaggia dei Forni e la spiaggia dei Gabbiani, che sono delle piccole baie sabbiose di straordinaria bellezza. La spiaggia dei Frati prende il nome da una scogliera sommersa detta secca sita nelle vicinanze ed è denominata anche del Bo' (per uno scoglio antistante simile ad un bue): appartiene per metà circa al territorio del comune di Sirolo (tratto di spiaggia libero) e per l'altra metà a quello del comune di Numana (tratto di spiaggia con stabilimento balneare).

    COSA VISITARE
    Da vedere sono: la chiesa di San Nicola, l’ex-chiesa del S. Sacramento, la chiesa della Madonna del Rosario; interessante anche il Teatro Cortesi, di stile ottocentesco, inserito nel sistema murario di fortificazione dell'antico centro abitato. A pochi passi dal borgo, sorge il Teatro alle Cave, una cava naturale all’interno del Parco, che anima con appuntamenti di qualità le notti estive della Riviera del Conero.
    Sulla sommità del Monte Conero si può ammirare la Badia romanica di San Pietro, fondata dai benedettini nella prima metà dell’XI secolo. 
    Sirolo registra una delle più remote presenze umane delle Marche. Sin dalla preistoria misteriosi abitatori lasciarono i segni della loro presenza databile a 100 mila anni fa. I piceni animarono questa terra, seminandola di abitati e poi di necropoli: a Sirolo vi è un percorso archeologico nella più grande necropoli picena delle Marche (VI sec. a.C.) - l'unica visitabile nella regione – in cui sono stati rinvenuti numerosissimi reperti che compongono le associazioni funerarie di una straordinaria sepoltura qual è la cosiddetta Tomba della Regina.
    Numerose sono possibilità di svago; sia la costa che l’area del parco del Conero si prestano alla pratica di svariati sport: trekking, mountain bike, vela, surf, windsurf, attività subacquee, tennis, golf birdwatching.

    Tra gli eventi di maggior rilievo che si svolgono a Sirolo nel corso dell'anno ricordiamo il Palio di San Nicola di Bari, che si celebra il 9 maggio, festa del Patrono, o il sabato o domenica immediatamente successivi ed prevede lp svolgimento di due disfide. 

  • Conero Golf Club
    071 7360613
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Conero Golf Club

    Inaugurato nel 1992, il Conero Golf Club si sviluppa all’interno del Parco del Conero, nel comune di Sirolo , che offre la straordinaria bellezza della campagna marchigiana, la sua morbidezza, i suoi colori, i suoi prodotti, l’ospitalità delle sue genti.
    Quasi settanta ettari in cui ginestre, corbezzoli, querce, tamerici e ciliegi avvolgono le 18 buche del percorso campionato e le cinque del campo executive, per seimila metri di puro divertimento.

    Il percorso da campionato , 18 buche, par 71, costituisce un serio banco di prova per ogni golfista. Il terreno è dolcemente mosso e propone un’estrema varietà di situazioni e di paesaggi: nelle prime nove buche, il gioco è fortemente caratterizzato dalla presenza di un lago; nelle seconde nove, il campo si trasforma e si colora lentamente. Dalla collina, suggestioni e panorami campestri di rara bellezza accompagnano il giocatore fino alla 18.

    Al centro del complesso si snoda il percorso executive . Le sue 5 buche, par 17, sono il terreno ideale per iniziare a giocare e per fare lezione con i maestri. Questo short course consente gare per bambini e principianti, golf clinics e grande affinamento del gioco corto.

    Il Conero Golf Club si distingue per l’ alto standard qualitativo dell’accoglienza e dei servizi. In club-house, al bar o al ristorante, nella grande piscina, in sala carte anche chi non è un accanito golfista potrà godere di momenti di assoluto relax. Due campi in erba sintetica permettono anche di giocare a tennis.

  • Forestalp Società Cooperativa e Tour Operator

    La Forestalp propone attività e servizi che legano l'ambiente naturale al movimento.Lo slogan Forestalp Natura in Movimento la segue dalla sua nascita. Le proposte nascono dalla conoscenza diretta del territorio, vissuto luogo per luogo. Gli accompagnatori e le guide sono selezionati, abilitati dalle vigenti leggi nazionali e/o regionali e tutti con certificazioni delle maggiori Associazioni Nazionali ed Internazionali di riferimento per le singole discipline: SIMB Scuola Italiana di Mountain Bike, Accademia di Mountain Bike; ANWI Associazione Nordic Walking Italia, INWA International Nordic Walking Federation.

  • Porto turistico di Numana
    tel 071 9330847 - 071 9331542
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Porto turistico di Numana

    Il porto turistico di Numana ( Approdo turistico Bandiera Blu) dal 1 maggio al 30 settembre dispone di circa 800 posti barca distribuiti in pontili e alla boa. La banchina di transito, per la sosta di 48 ore, è nei pressi della sede della Lega Navale Italiana – sezione di Numana. Il porto dispone di scivolo di alaggio pubblico,  isola ecologica per lo smaltimento degli oli esausti e delle batterie, vasca per il lavaggio della carena, distributore di carburante (entrata sud) con la possibilità di rifornimento di gasolio a prezzo agevolato per le imbarcazioni che si recano all’estero, scivolo alaggio pubblico all' esterno del molo sud.



  • Numana, Numana Alta e Marcelli
    71 9330612
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Numana e Numana Alta

    Numana è una cittadina costiera dell' Adriatico centrale, che sorge alle pendici meridionali del Monte Conero. Il territorio di Numana è compreso quasi interamente nel Parco regionale del Monte Conero. Il centro storico si trova nella parte denominata Numana Alta, in quanto è alla sommità di una falesia a picco sul mare,  mentre Numana Bassa include la sottostante zona del porto turistico.

    L'OFFERTA TURISTICA BALNEARE: La spiaggia di Numana Alta comprende due baie formatesi a ridosso della falesia: la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati, mentre la spiaggia di Numana bassa si estende a sud del porto fino alla frazione di Marcelli, dotata di numerosi stabilimenti balneari, campeggi e club vacanze. La parte interna del territorio numanese è prevalentemente collinare e qui si trova anche l'altra frazione di Numana, gli Svarchi. Nella parte meridionale del comune di Numana, che corrisponde ai confini meridionali del parco del Conero, si trova la foce del fiume  Musone, un'area umida di notevole valenza ambientale e naturalistica.

    COSA VISITARE:Le principali attrazioni turistiche sono: un arco di torre, sulla cima del promontorio che domina il porto, resto del campanile di una chiesa scomparsa o di una torre di avvistamento, un Antiquarium statale, che raccoglie  i corredi delle tombe picene; il santuario del Crocifisso, che custodisce il crocifisso in legno di cedro, significativa scultura bizantina risalente ai secoli XIII- XIV; il municipio, un edificio del 1773, un tempo utilizzato come residenza estiva dei vescovi di Ancona e la costarella, una delle vie più tipiche di Numana.  Gli amanti dello sport hanno la possibilità di praticare svariate attività: trekking, mountain bike, vela, surf, windsurf, tennis e  immersioni subacquee.

    INFO:

    Informazioni turistiche
    tel . 071 9330612
    info@turismonumana.it
     
    Marcelli di Numana 
    tel. 071 7390179
     
    Parco Naturale del Conero
    Tel. 071 9331161
    www.parcodelconero.com
     
    Associazione Turistica Riviera del Conero
    Tel.  071 9332270
    info@conero.info
    www.rivieradelconero.info
     
    Associazione Albergatori Riviera Del Conero
    Tel. 071 95316
    info@conerohotels.it
    www.conerohotels.it

     

  • Necropoli picena e Tomba della Principessa
    071.9331162 (Antiquarium di Nu
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Necropoli picena e Tomba della Principessa

    Nell’area del Conero, tra Sirolo e Numana, importanti campagne di scavo iniziate negli anni ’60 hanno riportato alla luce diverse necropoli picene: tombe ad inumazione in fosse terragne rettangolari e sepolture monumentali, tombe a circolo del VI sec. a.C., gruppi di tombe racchiuse entro fossati anulari scavati nel terreno marmoso e tombe individuali del tipo a gradoni riferibili al V sec. a.C. Gli scavi hanno dimostrato la ricchezza archeologica di quest’area confermando come la zona di Numana fosse in età protostorica il centro più importante del Piceno.
    Delle tre aree di necropoli rinvenute (area Quagliotti-Davanzali di Sirolo, area cimitero-Montalbano di Numana; area dei i Pini di Sirolo), è stata musealizzata solo quella in Località dei Pini che risulta attualmente l’unica nelle Marche in cui sia possibile visitare un settore di una necropoli picena. Sono visibili tre circoli di cui il più grande (40 m di diametro) corrisponde ad una sepoltura femminile regale, databile al VI sec. a.C. e riportata alla luce nel 1989.
    Delle numerose tombe scoperte, quella della principessa di Sirolo, rappresenta un eccezionale ritrovamento archeologico non solo per lo studio del tipico rituale funerario piceno, ma soprattutto per il ricchissimo corredo recuperato. Presso l’Antiquarium di Numana è oggi possibile ammirare gran parte di questi numerosi e straordinari reperti, tra cui spiccano due carri (un calesse e una biga) e una kline decorata in avorio e ambra.

  • Numana
    071.9330612 - 071.7390179
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Numana

    Numana è una cittadina costiera dell' Adriatico centrale, che sorge sulle pendici meridionali del Monte Conero. Il territorio di Numana è compreso quasi interamente nel Parco regionale del Monte Conero. Il centro storico si trova nella parte denominata Numana Alta, in quanto è alla sommità di una falesia a picco sul mare, mentre Numana Bassa include la sottostante zona del porto turistico (Approdo Bandiera Blu).

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE
    La spiaggia di Numana Alta comprende due baie formatesi a ridosso della falesia, la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati, mentre la spiaggia di Numana bassa si estende a sud del porto fino alla frazione di Marcelli, dotata di numerosi stabilimenti balneari, campeggi e club vacanze.
    Particolarmente indicata per i bambini è la spiaggia Marcelli, dove sorgono stabilimenti colorati e attrezzatissimi per le famiglie. La parte interna del territorio numanese è prevalentemente collinare e qui si trova anche l'altra frazione di Numana, gli Svarchi. Nella parte meridionale del comune di Numana, che corrisponde ai confini meridionali del parco del Conero, si trova la foce del fiume Musone, un'area umida di notevole valenza ambientale e naturalistica. Le spiagge Bandiera Blu sono quelle di Numana Bassa/Marcelli Nord e di Numana Alta.

    COSA VISITARE
    Le principali attrazioni turistiche sono: un Arco di torre, sulla cima del promontorio che domina il porto, resto del campanile di una chiesa scomparsa o di una torre di avvistamento; una fontana del XVII sec, le cui cinque bocche prendono l’acqua da un cunicolo di un antico acquedotto di epoca romana; un Antiquarium statale, che raccoglie i corredi delle tombe picene (notevole è il corredo della tomba della cosiddetta "regina picena", trovato nei pressi di Sirolo) e romane; il Santuario del Crocifisso, che custodisce un crocifisso in legno di cedro, significativa scultura bizantina risalente ai secoli XIII-XIV; il Municipio, un edificio del 1773, un tempo utilizzato come residenza estiva dei vescovi di Ancona e la costarella, una delle vie più tipiche di Numana, un tempo abitata da pescatori che quotidianamente percorrevano questa scalinata per recarsi al porto.
    Gli amanti dello sport hanno la possibilità di praticare svariate attività: trekking, mountain bike, vela, surf, windsurf, tennis e  immersioni subacquee.

    L'evento più importante di Numana è la Festa della Madonna Assunta, che ha luogo 14 agosto. La festa ha inizio intorno alle 21.15 con la celebrazione al porto della Santa Messa; dopo la funzione, i pescatori rendono omaggio alla Santa protettrice facendola riemergere dalle acque aiutati da cinque sommozzatori che prelevano la statua dal fondale. Le imbarcazioni partono dal lato nord del molo per raggiungere sotto costa la Croce di piazza Nuova, da qui si dirigono verso il lato sud del porto fino ad arrivare all’Hotel Palace e poi rientrare. Alle 23 si assiste allo spettacolo dei fuochi pirotecnici sul mare.

    Sin dal 2001 la città di Numana, prima città delle Marche, ha iniziato un programma di collaborazione con la Fondazione Cetacea per il soccorso delle tartarughe marine. Recentemente è stata accettata quale luogo eletto nell’ambito del Progetto Europeo IPA Adriatic NetCet volto alla salvaguardia di specie protette in difficoltà. Questo è un progetto transfrontaliero che mette in evidenza l’eccellenza e l’esperienza della città adriatica in questa direzione.
    È proprio nell’ambito del progetto NetCet che si è deciso di realizzare qui, in uno dei tratti di costa più belli della Riviera del Conero, un’area di riabilitazione o pre-rilascio denominata “La caletta delle Tartarughe”.
    Lo scopo del progetto è quello di informare i fruitori della riviera sulle ricchezze del mare Adriatico a partire dalla presenza, non occasionale, delle tartarughe marine nel Conero. Il momento centrale del progetto è quello del rilascio in mare a guarigione avvenuta delle tartarughe: sono le cosiddette liberazioni o rilasci, effettuate a partire dall’area di riabilitazione denominata “caletta”. È noto che negli ultimi tempi le buone pratiche di tutela ambientale sono divenute un valore aggiunto del turismo percepito non più come permanenza in luogo dove potersi rilassare, divertire, usufruire di buoni servizi turistici ma come ricerca di esperienze a forte valore aggiunto.

    Una città circondata dai vigneti che spiccano nelle campagne, frutto di politiche ambientali sostenibili, in cui sono promossi metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente, metodi che hanno valso a Numana, unica nella provincia anconetana, il premio Spiga Verde.

  • Antiquarium statale
    071 9331162
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Antiquarium Statale di Numana
    L’Antiquarium Statale di Numana fu istituito nel 1974 durante i lavori di ristrutturazione del Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona, danneggiato dal sisma del 1972, e si configura sin dalla sua costituzione come logico complemento e completamento del percorso espositivo fruibile nel capoluogo marchigiano.
    Raccoglie ed espone una sintesi dell’evoluzione storico-culturale del territorio dell’antica Numana e della riviera del Conero a sud di Ancona, a partire dalla preistoria, attraverso l’età del Ferro, fino ad età romana imperiale. All’età del Ferro e alla civiltà Picena è dedicato gran parte dell’allestimento, mediante una campionatura dei corredi più rappresentativi rinvenuti negli scavi delle necropoli e degli abitati del territorio dell’antica Numana.
    Espone una selezione ragionata del ricco e prestigioso corredo della cd. Tomba della Regina, rinvenuta a Sirolo in località I Pini nel 1989 e a tutt’oggi una delle sepolture più ricche – con le sue oltre mille fibule e i suoi 1783 oggetti complessivi – di tutto il bacino del Mediterraneo. E’ possibile vederne i due carri, biga e calesse, restaurati e musealizzati, il telaio a cintura, unico esemplare antico conservato sino ai giorni nostri, e oggetti unici ed evocativi del potere e delle virtù che l’inumata dovette esercitare in vita.
    Si sviluppa su tre livelli per il pubblico (al piano terra servizi di biglietteria/accoglienza e servizio igienico, due sale espositive al primo piano e due sale espositive al secondo).
    L’esposizione, rigidamente topografica, segue un criterio cronologico - con le testimonianze più antiche risalenti al paleolitico inferiore esposte al secondo piano dell’edificio fino ad arrivare ad alcuni reperti d’età romana collocati al primo piano - che viene interrotto al secondo piano nello spazio denominato “Sala delle meraviglie” dove vengono esposti, con allestimenti periodicamente aggiornati, i reperti più significativi degli scavi più recenti eseguiti nel territorio.
    Complementare alla visita dell’Antiquarium e del Museo Archeologico Nazionale delle Marche è la visita all’area archeologica de I Pini, dove è stato musealizzato, reso fruibile attraverso un percorso di visita e pannelli esplicativi un settore della celebre necropoli picena con “tombe a circolo” che ha restituito la sopracitata Tomba della Regina.
  • Camerano
    071.730301
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Camerano
    Il paesaggio di Camerano è caratterizzato dal susseguirsi di dolcissimi poggi che, segnati dalle linee regolari dei coltivi, degradano verso le rive del fiume Aspio o s’innalzano in direzione del monte Conero. Il primo popolamento risale al neolitico (III millennio a.C.) mentre, tra il IX e il III secolo a.C., furono i piceni a lasciare sul territorio tracce tangibili della loro presenza, seguiti dai greci e dai romani.

    Nel Palazzo Comunale potrete visitare la raccolta delle opere di Carlo Maratti che proprio a Camerano nacque. A Maratti si deve anche il trasporto delle spoglie di Santa Faustina, prima conservate nelle catacombe romane, nella chiesa di San Nicolò di Bari. A lui è dedicato il teatro della città e alcune sue opere si trovano nelle chiese di Camerano (Chiesa di S. Faustina e Chiesa dell'Immacolata Concezione).

    Da Camerano passò anche San Francesco e oggi del suo passaggio resta la Chiesa a lui intitolata; la Chiesa è stata anche protagonista di una puntata della trasmissione “Mistero” che ha portato Daniele Bossari a scoprire insieme ad una troupe di speleologi la misteriosa sepoltura di un bambino al di sotto del pavimento della Chiesa.

    La Città Sotterranea di Camerano (il termine "Grotte" potrebbe essere riduttivo) è scavata nell'arenaria e percorre il sottosuolo del centro storico con andamento labirintico. A lungo si è ritenuto che i numerosi cunicoli fossero il resto di antiche cave arenarie o luoghi per conservare il vino. Le esplorazioni, le interpretazioni effettuate e i percorsi turistici, hanno però svelato la presenza in quasi tutti gli ambienti di abbellimenti architettonici, bassorilievi e particolari decorativi che poco si addicono a cave arenarie o a semplici locali di deposito: volte a cupola, a vela, a botte, sale circolari e colonne di particolare gusto architettonico, decorazioni con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi costituiscono una delle costanti dell'intero percorso. Tutti i particolari svelano agli occhi, spesso attoniti, del visitatore un paese sotterraneo, quasi fiabesco, ricco di fascino, una Camerano segreta in cui trovano concretezza storia e leggenda.

    Camerano è un borgo incastonato tra le colline armoniose ed ondulate della Riviera del Conero e il panorama è ricamato dai vigneti del vino Rosso Conero, corposo e strutturato vino di uva di Montepulciano. Di cantina in cantina potrete degustare al meglio questo vino e portarvi a casa un po' di sapori della zona. Tutti gli anni, la prima settimana di settembre, il vino diventa il protagonista della Festa del Rosso Conero: punti di ristoro, bancarelle, giochi di strada e momenti di degustazione fino a notte fonda per festeggiare tutti insieme.
  • La Basilica della Santa Casa
    +39.071.9747155
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: La Basilica della Santa Casa

    La città di Loreto si è sviluppata intorno alla celebre Basilica che ospita la Santa Casa di Nazareth dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Gli studi mettono in luce che la provenienza della Casa è la Palestina, sia per lo stile architettonico che per l’uso di materiali costruttivi, sconosciuti al territorio delle Marche ed invece molto usati all’epoca in Terrasanta. La tradizione vuole che la Santa Casa, dopo essere transitata per la Dalmazia, rimanendo per circa tre anni a Tersatto (ora un quartiere della città di Fiume in Croazia), giunse a Loreto la notte del 9-10 dicembre del 1294. 

    Nel 1469, per iniziativa del vescovo di Recanati Nicolò delle Aste e in seguito con Papa Paolo II, iniziarono i primi lavori di costruzione dell’odierna basilica. A fianco della candida facciata in pietra d’Istria, completata nel 1587, si innalza l’elegante campanile (1750-55), opera di Luigi Vanvitelli. Sotto la cupola è posizionato il sacello della Santa Casa, rivestito di marmo con statue e rilievi, capolavoro della scultura del Cinquecento. L’interno assai suggestivo è meta di pellegrini che giungono da tutto il mondo per pregare, davanti alla statua della Madonna Nera. La Cappella dell’Annunciazione fu decorata con affreschi di Federico Zuccari, le sacrestie di San Marco e San Giovanni da Melozzo da Forlì e Luca Signorelli, il soffitto ed il padiglione della Sala del Tesoro dal Pomarancio. Il Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto, ospitato nel Palazzo Apostolico, conserva dipinti, sculture, arazzi e maioliche prove-nienti dal Santuario e donati alla Santa Casa nel corso dei secoli. Nella raccolta dei dipinti spiccano le opere della tarda maturità di Lorenzo Lotto, che morì a Loreto nel 1556 ca. Il Tesoro della Santa Casa comprende preziose opere di alta oreficeria. 

    All’esterno del Santuario la piazza che troverete termina a nord e a ovest dal Palazzo Apostolico, ad est con la parte anteriore della basilica, e a sud dal Palazzo Illirico; sul lato sinistro troverete il Campanile disegnato da Luigi Vanvitelli, al centro invece la Fontana di Carlo Maderno e Giovanni Fontana.

    “La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità”. (Giovanni Paolo II)

     

  • Castelfidardo
    071.78291
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castelfidardo
    Castelfidardo è uno dei principali centri mondiali della fabbricazione della fisarmonica, tradizione artigiana più rilevante della zona.La cittadina ha attraversato due fasi diverse: la prima negli anni Ottanta, dove si è dato vita ad una fiorente industria di strumenti musicali diversi, che nel tempo ha però risentito della concorrenza nel mercato orientale, e la seconda caratterizzata da una veloce riconversione produttiva che ha consolidato e rilanciato la produzione tradizionale della fisarmonica e dell’organetto. A questa antica tradizione è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica che, ubicato nel piano seminterrato del Palazzo Comunale, rappresenta un efficiente mezzo didattico per seguire le fasi evolutive dello strumento musicale, la classificazione e tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigianale. Il Palazzo delle esposizioni organizza varie iniziative e conserva, tra gli altri pezzi esposti, la fisarmonica e l'organetto da Guinness dei primati. Da non perdere, tra gli eventi musicali previsti nella cittadina, il Premio Internazionale della Fisarmonica (PIF) che si svolge nel mese di settembre e la Festa Europea della Musica nel mese di giugno.

    Castelfidardo, raggruppato con pianta allungata sulla cima di uno sperone di roccia e parzialmente circondato da mura medievali, si affaccia da un lato sulle fertili terre pianeggianti create dai depositi alluvionali del fiume Musone, dall'altro sulle pendici del promontorio del Conero. La Selva di Castelfidardo è un'Area Floristica Protetta riconosciuta, nella quale opera l'omonimo Centro di Educazione Ambientale che organizza progetti didattici, escursioni, visite guidate e gite scolastiche.
    Sorta verso la metà del VI secolo d.C. con il nome di Castrum Ficardi, fu dotata di un castello intorno all’anno mille e ben presto divenne libero comune, come attestato da un diploma firmato da Federico II di Svevia nel 1229. Tra le testimonianze storico-architettoniche spicca il Palazzo Comunale, antico edificio priorale restaurato nel Settecento.

    La storica battaglia di Castelfidardo è ricordata dall'imponente Monumento Nazionale delle Marche ai Vittoriosi di Castelfidardo, realizzato nel 1911 in bronzo dallo scultore Vito Pardo, che raffigura il generale Cialdini a cavallo nell’atto di guidare trenta soldati piemontesi contro le truppe pontificie. Inoltre, possono essere visitati l’area della battaglia, con l’Ossario sacrario dei caduti, e il Museo Civico del Risorgimento.

    Nei fine settimana del periodo estivo è possibile visitare Villa Ferretti, la quale ospita una collezione di opere raccolte dal Duca Roberto Ferretto, appassionato di arte italiana, che volle rendere onore alle Marche, alla Chiesa e alla sua nobile famiglia, esponendo in particolare pezzi provenienti dal Palazzo Ferretti di Ancona.
     La cittadina è conosciuta anche per la creazione di articoli da regalo, oggetti e complementi d’arredamento in oro ed argento. Al centro dei giardini di Porta Marina è collocata la bella fontana di Tonino Guerra "Il bosco della musica".
  • La fabbricazione della fisarmonica
    Castelfidardo è uno dei principali centri mondiali della fabbricazione della fisarmonica, tradizione artigiana più rilevante della zona.La cittadina, ha attraversato due fasi diverse: la prima negli anni Ottanta, dove si è dato vita ad una fiorente industria di strumenti musicali diversi, che nel tempo ha però risentito della concorrenza nel mercato orientale e la seconda è stata caratterizzata da una veloce riconversione produttiva, che ha consolidato e rilanciato la produzione tradizionale della fisarmonica e dell’organetto. A questa antica tradizione, è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica che, ubicato nel piano seminterrato del Palazzo Comunale, rappresenta un efficiente mezzo didattico per seguire le fasi evolutive dello strumento musicale, la classificazione e tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigiano. Da non perdere, i due eventi musicali previsti nella cittadina: Il Festival Internazionale della Fisarmonica che si svolgere a settembre  e The World of Accordion - International Festival and Awards a giugno e avrà termine a luglio.  In merito all'evento, "The World of Accordion", è possibile consultare il sito: www.the-world-of-accordion.net

    La cittadina è conosciuta anche per la creazione di articoli da regalo, oggetti e complementi d’arredamento in oro ed argento. 
  • Museo Internazionale della Fisarmonica
    071 7808288
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Museo Internazionale della Fisarmonica
    Il museo, sorto nel 1981, è ospitato in un piano del cinquecentesco palazzo municipale e raccoglie organetti, fisarmoniche ed altri strumenti musicali ad ancia libera, testimonianza di una industria che ha fatto di Castelfidardo uno dei principali centri mondiali per la produzione di fisarmoniche. La superficie espositiva è costituita da un'unica sala per un totale di circa duecentosessanta metri quadrati. La raccolta è articolata in più sezioni: la sezione principale è costituita da centoquarantasette fisarmoniche, costruite tra il 1840 ed il 1968, molte delle quali perfettamente funzionanti. Vi sono infine tre sezioni dedicate a collezioni tematiche: la musica nelle monete, la fisarmonica nella iconografia e la fisarmonica nel francobollo.
  • Duomo di San Leopardo
    071.7231808
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Duomo di San Leopardo

    Affacciata sulla Piazzetta del Duomo, questa splendida Cattedrale à sicuramente uno degli esempi più belli di architettura romanico-gotica delle Marche. L’originaria struttura, edificata a cavallo tra XII e XIII sec., subì varie modifiche nel corso del tempo, senza mai perdere l’antica austerità, che si riflette ancora oggi nell’esterno (arricchito dal grande rosone e dai pregevoli portali in pietra) e nel maestoso  interno a tre navate. Degna di nota la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, che custodisce i sarcofagi con le reliquie dei primi martiri e dei santi vescovi osimani. Adiacente alla Cattedrale, si trovano poi il Battistero, con il pregevole Fonte Battesimale in bronzo creato dai fratelli Jacometti nella prima metà del XVII sec. e il Museo Diocesano, che racchiude dipinti e sculture, paramenti sacri e reliquiari.

  • Basilica di S. Giuseppe da Copertino
    071.714523
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Basilica di S. Giuseppe da Copertino

    San Giuseppe da Copertino, noto come il Santo dei Voli, è una delle personalità più interessanti della mistica cristiana.

    Oltre ad essere il santo protettore degli studenti, è patrono dell’aviazione cattolica anglosassone e dei paracadutisti cattolici della NATO. Ad Osimo, dove egli morì nel 1663, vi è la Basilica a lui dedicata, in antecedenza Chiesa di San Francesco. In occasione della sua beatificazione (1753), i Frati Minori Conventuali decisero di rimodernarla e arricchirla secondo il gusto del tempo commissionando il lavoro all'architetto Andrea Vici. La salma del Santo fu sistemata sotto l'altare nel 1771. Tra le opere ivi conservate da notare la tavola della Madonna in trono con Santi di Antonio Solario; la tela della Crocifissione di Francesco Solimena. La Cripta, in cui riposa il corpo del santo, è stata costruita nel 1963, in occasione del terzo centenario della sua morte. Le stanze del santo, conservate nello stato originale, comprendono le tre camerette che ospitarono S. Giuseppe da Copertino dal 1657 al 1663 e l'oratorio dove celebrava la santa Messa.
    Visita Osimo

  • Mura urbiche in opus quadratum e Fonte Magna
    071.7236664
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Mura urbiche in opus quadratum e Fonte Magna
    Le mura urbiche di Osimo rappresentano la testimonianza più importante dell’impianto urbanistico dell’antica colonia romana di Auximum, sorta nel II sec. d.C. sul sito di un precedente abitato protostorico, sul colle della catena collinare tra le valli del Musone e dell’Aspio.La costruzione di questa straordinaria cinta muraria fu promossa per iniziativa di un’aristocrazia senatoria e rispondente, quindi, agli scopi funzionali e utilitaristici di una politica di tipo clientelare. Lo storico Livio riporta, infatti la notizia che furono i censori Q. Fulvius Flaccus e A. Postumius Albinus, in carica nel 174 a.C., ad appaltare i lavori di costruzione dell’opera e delle tabernae intorno al foro, grazie al ricavato della vendita dei terreni pubblici. Le mura si conservano per ampi tratti, soprattutto sotto il Convento di S. Francesco. L’opera fu realizzata con grandi blocchi rettangolari di tufo secondo la tecnica costruttiva dell’opus quadratum.
    Le porte urbiche erano tre: Porta Vetus Auximum sulla strada di Ancona, Porta Musone (di cui rimangono resti in corrispondenza dell’attuale porta) sulla strada per Cingulum, Aesis e Trea e una porta per Potentia, oggi non visibile.Presso il centro di Osimo, si trova la Fonte Magna alla quale si accedeva per mezzo di una scalinata che scendeva dall’omonima via. La tradizione fa risalire il suo nome a Pompeo Magno, passato in questa zona durante la guerra civile contro Cesare, anche se è più probabile derivi dal fatto di essere stata una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della città.Si tratta di una costruzione che riveste grande importanza nel panorama archeologico marchigiano, in quanto è uno dei pochi monumenti citati da fonti storiche. La Fonte Magna viene ricordata da Procopio di Cesarea nel suo De Bello Gotico come obbiettivo strategico del comandante bizantino Belisario che voleva espugnare la città occupata dai Goti. 
  • Osimo
    071.72491
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Osimo

    Arroccata su un poggio a 265 m. slm, Osimo si estende su un territorio collinare. Il centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui si trova il Duomo, si chiama Gòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto. 
    A circa 3 km da Osimo scorre il fiume Musone e, a poca distanza, si trova la Riviera del Conero

    Popolazioni antichissime si sono succedute sul suo territorio, dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Celti fino ai Romani. Proprio questi, a partire dal III sec. a.C., la renderanno grande nominandola addirittura colonia e dotandola di quelle mura possenti (174-175 a.C.) che ancora oggi costituiscono un unicum tra le città marchigiane, e di una fonte, Fonte Magna, il cui nome è attribuito al passaggio di Pompeo Magno ad Osimo durante la guerra civile contro Cesare. In realtà deve il suo appellativo al fatto di essere una delle più importanti fonti di approvvigionamento idrico della città; dallo studio del tipo di opera cementizia utilizzata nella realizzazione, la fonte si può datare tra I secolo a.C. e il I secolo d.C. 

    COSA VISITARE
    Gli edifici religiosi di maggiore interesse architettonico sono: il Duomo di San Leopardo, eretto nell’VIII secolo e più volte rimaneggiato, la cui pianta, a croce egizia, è a tre navate; all'interno della cattedrale è visitabile anche la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, in cui sono custoditi i sarcofagi con le reliquie dei santi martiri osimani; la chiesa di San Nicolò, costruita nel XII secolo con pianta ellittica, con un pregevole portale gotico e affreschi trecenteschi; il Santuario di San Giuseppe da Copertino, a tre navate, che conserva al suo interno le spoglie di San Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo e protettore degli studenti; la Chiesa di San Marco, il cui fastoso interno barocco, a navata unica, custodisce una solenne pala d'altare raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, opera del Guercino.
    In località Campocavallo di Osimo sorge il Santuario della Madonna di Campocavallo, che venne dedicato alla Vergine Addolorata in seguito ad un prodigio avvenuto nel 1892. 

    Tra gli edifici di architettura civile da visitare è il Palazzo comunale, realizzato nel corso del Seicento in stile barocco; la parte più interessante del complesso è senz'altro l'atrio, dove ha sede il Lapidarium: la raccolta comprende statue, epigrafi, bassorilievi di epoca romana ed elementi architettonici provenienti da edifici medievali e rinascimentali. Le sculture, che rappresentano personaggi romani in toga e in seminudità eroica, hanno tutte la particolarità di essere acefale: questa loro caratteristica ha dato luogo ad un nomignolo attribuito agli abitanti di Osimo, chiamati appunto "i Senza Testa". 

    Da scoprire nel centro storico altri edifici come Palazzo Campana, progettato dall’architetto Andrea Vici, oggi sede dell'Istituto Campana per l'Istruzione Permanente, il Teatro La Nuova Fenice (1892), a tre ordini di palchi e con soffitto affrescato dal Pomarancio, e Palazzo Gallo, fatto costruire come residenza privata da Antonio Maria Gallo, vescovo della diocesi di Osimo, nel primo ventennio del XVII secolo. 

    Molto interessanti sono le Grotte; il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle Grotte Simonetti.

    TIPICITÀ ED EVENTI
    A Osimo si possono degustare eccellenti varietà di pasta di grano duro accompagnate da un bicchiere di Rosso Conero, uno dei 15 vini DOC della regione Marche.
    Tra gli eventi di rilevo che hanno luogo ad Osimo durante l’anno si segnalano la Fiera di San Giuseppe da Copertino a settembre e la Festa del Covo, in località Campocavallo, ad agosto.

  • Santuario Beata Vergine Addolorata di Campocavallo di Osimo
    071 7133003
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Santuario Beata Vergine Addolorata di Campocavallo di Osimo
    A tre km da Osimo, a Campocavallo, si trova il Santuario della Beata Vergine. Fu edificato alla fine dell’Ottocento, su disegno dell’architetto Costantini, sul luogo in cui il 16 giugno 1892, all’interno di una minuscola chiesetta preesistente, si verificò il primo di una lunga serie di eventi prodigiosi legati all’immagine lì venerata. Si tratta di una stampa raffigurante la Vergine la quale, con lo sguardo rivolto al cielo traboccante di sofferenza, sorregge il corpo del Figlio deposto dalla Croce. La Madonna ritratta fu più volte vista –numerose e prestigiose sono le testimonianze raccolte nell’arco di dieci anni- muovere gli occhi e lacrimare.
    Ogni anno, dal 1939, la prima domenica di Agosto si celebra la Festa del Covo in onore della Vergine Addolorata. Iniziatore fu un gruppo di agricoltori che decise di realizzare una grande corona fatta di spighe di grano per portarla in processione ed offrirla alla Sacra Immagine come ringraziamento simbolico per il raccolto ottenuto nonché segno di profonda devozione. Con il passare del tempo la festa si è poi evoluta acquistando maggior importanza e prestigio; gli stessi soggetti religiosi sono passati a rappresentare luoghi sacri e mete di pellegrinaggio di fama internazionale (Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, la Basilica di San Pietro a Roma solo alcuni esempi) e spesso i covi vengono portati nelle stesse chiese e santuari riprodotti per essere lì esposti.
    La maggior parte dei covi realizzati per le varie edizioni della festa si possono ammirare nell’omonimo Museo sito a Campocavallo, vicino al Santuario, il quale ha lo scopo di promuovere, valorizzare e tramandare alle nuove generazioni veri capolavori di manualità locale, frutto della cultura contadina e del profondo sentimento di devozione popolare degli osimani di un tempo.
  • C.E.A. Inteatro
    La sede del CEA Inteatro, gestita dall’Associazione Inteatro, è Villa Nappi, un edificio storico circondato da un parco secolare con piante ed albero di pregio e attorniata dalle splendide colline marchigiane della provincia di Ancona. Sono elementi ideali per promuovere la difesa ecologica. Le attività promosse dal CEA Inteatro sono rivolte a giovani, insegnanti, operatori delle associazioni del settore, e, in genere, a quanti siano interessati allo sviluppo di una coscienza ecologica attraverso la ricerca espressiva e artistica. Le attività didattiche, turistiche e gli altri servizi offerti comprendono: formazione, laboratori teatrali, spettacoli volti alla sensibilizzazione e all’educazione ambientale. Sono inoltre presenti 25 posti letto.
  • Feste Medievali

    Offagna, definita uno dei “Borghi più belli d’Italia” ed inserita tra le Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, è incastonata tra il verde delle colline marchigiane e il blu del Mare Adriatico. Dal 1988, nell'ultima settimana di luglio in occasione delle Feste Medioevali questo incantevole luogo si trasforma e per otto notti si rivivono le atmosfere del passato: nelle piazze e nei vicoli illuminati dalla luce delle torce, a rallegrare la vita medioevale del Borgo è possibile incontrare armigeri, artigiani, mercanti, menestrelli, cartomanti, musici, popolani, giullari e fantasiosi artisti di strada quali giocolieri o mangiafuoco, il tutto intervallato da spettacoli, mostre e convegni, danza e danza aerea su tessuto, burattini, falchi in volo e giochi, tiro con l’arco, esibizioni con le armi, spettacoli e magia ed infine convegni e concerti.
    L’atmosfera medievale è altresì ricreata pienamente del corteggio storico, l’offerta del Cero e la benedizione del Palio: in uno spaccato di vita medioevale della Rocca di Offagna, oltre duecento figuranti abbigliati con costumi d’epoca ispirati ai dipinti di autori marchigiani vengono accompagnati dal Gruppo Sbandieratori e dal Gruppo Tamburi Offagna. Tutti i Rioni danno particolare rilievo alla ricostituzione dei gruppi cortesi: nobili famiglie, dame e cavalieri, con attenzione alla bellezza femminile e al suo inserimento scenografico e coreografico in seno al corteo.
    Con la Disfida in Arme tra i rioni della città di Offagna, si giunge al momento agonistico proprio delle gare in arme “Contesa della Crescia”, così come sancito dagli Statuti Osimani “… ch’ogn’anno almeno una volta ciascun castello dil suo contà infrascritto nel dì di festa principale del luogo faccia trarre al versaglio co le balestre”, il 29 giugno 1485, anno di origine delle feste.
    Al termine della gara in arme si rende omaggio al Rione vincitore con pubblico ed abitanti del borgo coinvolti in danze, musiche ed animazione e viene allestito un fastoso banchetto nel quale si possono degustare nobili piatti medioevali mentre, tra una portata e l’altra, musici, attori e artisti intrattengono i commensali animando la cena con le loro esibizioni.

  • Offagna
    392 1302383
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Offagna

    A ridosso di Ancona e del Monte Conero, Offagna, tipico borgo medioevale, è dominata dalla sua Rocca, che svetta come una solitaria vedetta sul paesaggio collinare circostante. Il borgo, su cui sventola la Bandiera Arancione, rientra nell'associazione I borghi più belli d'Italia

    La Rocca, costruita a metà del XV sec. sui ruderi di un precedente castello, è una delle più belle costruzioni difensive delle Marche, presenta una forma quadrangolare e conserva ancora intatto il massiccio mastio, a cinque piani, nel quale è allestito il Museo delle Armi antiche. 

    Lungo le mura di difesa, orlate da merlature a coda di rondine, corre il cammino di ronda. Il borgo attorno alla rocca è piccolo, ma conserva dei gioielli architettonici di tutto riguardo: la Chiesa del SS. Sacramento, a pianta circolare, è stata costruita dall’architetto Andrea Vici in puro stile neoclassico. Lo stesso architetto progettò anche il Monastero di Santa Zita, che si presenta come una struttura fortificata.
    La Chiesa di Santa Lucia invece, attestata già dal '300, conserva al suo interno un crocifisso ligneo del ‘500 e dipinti seicenteschi mentre nella Chiesa di San Tommaso si può ammirare  una pala d’altare dedicata a San Bernardino, patrono del paese.
    La visita al borgo può continuare nel Museo di Scienze Naturali "Luigi Paolucci", con interessanti raccolte paleontologiche, mineralogiche, zoologiche e botaniche e nel Museo della Liberazione di Ancona, che documenta le fasi del passaggio del fronte alleato nelle Marche.  Tipica del borgo è la crescia, una sorta di piadina cotta sulla brace, da accompagnare con le “foie de campo”, un misto di erbe spontanee. Ad Offagna si può inoltre degustare il Rosso Conero, i cui vigneti caratterizzano le campagne circostanti.

    Da non perdere a luglio le Feste Medievali, una manifestazione di grande richiamo nata per far rivivere l'antica tradizione della Contesa della Crescia, una disfida in armi (lancia, balestra, arco, mazza ferrata) fra i quattro rioni del paese. Offagna si trasforma in un autentico borgo medievale e nelle sue vie e piazze torna a rivivere l'atmosfera del passato con mostre, taverne, spettacoli, rassegne, rievocazioni storiche. Ogni anno viene fissato dall'Accademia della Crescia un tema conduttore delle feste, che si concludono con la suggestiva cerimonia d'investitura dei nuovi Cavalieri della Contesa e la Fiera del Colombaccio (settembre).

  • Museo delle Armi Antiche e della Rocca Medievale
    392 1302383
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Museo delle Armi Antiche e della Rocca Medievale
    È ubicato nella Rocca medievale, edificio a pianta quadrangolare con mastio e torri, innalzato dagli anconetani a metà del XV secolo, su di una rupe tufacea con l'evidente scopo di aumentarne il potere difensivo. La raccolta di armi antiche, di provenienza collezionistica, è esposta in alcune vetrine nei locali a pianterreno della Rocca. Comprende soprattutto armi di epoca quattro-cinquecentesca relative al periodo di realizzazione e funzione primaria della Rocca.

    Per info e orari visita il sito del Comune di Offagna