Indietro Archeologia e natura a due passi dalla 'Spiaggia di Velluto' di Senigallia

Archeologia e natura a due passi dalla 'Spiaggia di Velluto' di Senigallia

Un tuffo nel passato e poi due passi sulla spiaggia

Su un’ampia vallata ai piedi del borgo di Castelleone di Suasa, si estende il Parco archeologico della città romana di Suasa. Passeggiando tra duemila anni di storia, potrete ammirare la domus del Primo Stile, l’Anfiteatro, uno dei più grandi delle Marche, e il Foro, prima di essere rapiti dalla sontuosa domus dei Coiedii, abitazione di 3.200 mq con un percorso sopraelevato che favorisce la vista dei grandi pavimenti a mosaico.

La visita potrà continuare al Museo civico archeologico nel cuore del centro storico, all’interno del palazzo che fu dimora di Livia della Rovere, ultima duchessa d'Urbino, prima di fare rotta verso Corinaldo. Qui potrete visitare i luoghi di Santa Maria Goretti, fotografare la caratteristica Casa di Scuretto e il Pozzo della Polenta o passeggiare a cavallo, in bici o a piedi lungo i 5 percorsi ciclopedonali che attraversano il centro e le campagne circostanti (App Corinado iTour).

Sarà così l’ora di raggiungere la costa per godersi il tramonto sulla Rotonda di Senigallia. La mattinata successiva, noleggiando una bici si potrà pedalare sul lungomare, visitare la Rocca Roveresca, la Chiesa della Croce con i capolavori del Barocci, l’area archeologica La Fenice (riapertura nel mese di Luglio), per poi passeggiare sotto i Portici Ercolani e del Foro Annonario, Museo della Mezzadria "Sergio Anselmi". Assolutamente da assaggiare il tipico Brodetto alla senigalliese ammirando la Spiaggia di Velluto.

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Livello di difficoltà: media
Target: Benessere
Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • Castelleone di Suasa
    071.966113
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castelleone di Suasa
    Castelleone di Suasa sorge su di un colle alla destra del fiume Cesano. L'antico toponimo medievale "Conocla" (cioè conucula, conocchia, ad indicare una forma conica) ci rivela l'aspetto precedente all'urbanizzazione del colle su cui poggia il paese. Del periodo medievale resta il nucleo originario dell’abitato, sorto intorno a un castello di cui sono tuttora visibili i resti.
    A valle del castello medievale, in località Pian Volpello, si trovano i resti del municipio romano di Suasa, tra cui l'antica strada basolata, il foro commerciale, due aree sepolcrali, l'anfiteatro e soprattutto la Domus dei Coiedii, ricca abitazione patrizia, impreziosita da un magnifico pavimento marmoreo realizzato con oltre sedici tipi di pietra. La domus costituisce la principale attrazione del parco archeologico: i mosaici rinvenuti al suo interno rappresentano il complesso unitario più importante delle Marche.

    Il museo archeologico "Casagrande" custodisce gli oggetti di maggior rilevanza ritrovati negli scavi del parco archeologico. Collocato nel palazzo riascimentale Della Rovere, contiene preziose statue, epigrafi e materiali provenienti dalle campagne di scavo. Tra i luoghi di culto, sono da visitare la Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, della seconda metà del Cinquecento, che conserva un olio su tela rappresentante l'Annunciazione di scuola baroccesca forse attribuibile ad Antonio Viviani (XVI secolo) e una Madonna con Bambino, San Pietro martire e San Sebastiano, e la Chiesa di San Francesco di Paola (altrimenti detta del Santissimo Crocefisso) adiacente all'ex convento dei frati Minimi, che ospita la sede municipale. 

    In primavera si svolge la Festa del Perdono, l'evento religioso più importante dell'anno.
    L'appuntamento di maggiore richiamo è senza dubbio la Festa della Cipolla il primo fine settimana di settembre, che prevede spettacoli itineranti e stand gastronomici con curiose e gustose ricette a base di cipolla.
  • Castelleone di Suasa - Anfiteatro romano
    L’Anfiteatro romano di Suasa è ancora oggetto delle campagne di scavo della Sovrintendenza Archeologica delle Marche iniziate negli anni ’60 e che progressivamente stanno permettendo di chiarire la riconoscibilità della struttura. L’impianto del monumento risale al I sec. d.C. e si presenta come uno dei più grandi delle Marche con i suoi 98,7 di lunghezza e 77,2 di larghezza.
    La struttura, di forma ellittica, presentava la gradinata appoggiata su un pendio naturale di una collina e garantiva una capacità di 7000-10.000 persone. Caduto in una prima fase di abbandono già nel corso del III sec. d.C., l’edificio conserva ancora evidenze importanti come ampi tratti del primo ordine di gradinate o le volte che coprivano gli ingressi. Attualmente la zona è recintata, ma comunque visibile soprattutto in occasione di spettacoli teatrali e musicali.
  • Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo
    Parroco tel. 071 966115 - cell
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo
    In seguito ai bombardamenti del 1944, dell’antica costruzione rimasero solo alcune porzioni dei muri perimetrali. La Chiesa venne ricostruita dall’architetto Ridolfi con una bella e armonica facciata in un approssimativo stile romanico. Invece, l’interno, privato degli altari laterali, appare piuttosto spoglio; ad arricchirlo degnamente rimangono un apprezzabile Crocefisso ligneo seicentesco issato su una croce raggiata, una scultura di legno di S.Pietro Martire il nel secc. XVI-XVII e la decorazione a tempera nel catino dell'abside con l'immagine di Cristo Re fra i Santi Pietro e Paolo eseguita nel 1952 dal pittore Tarcisio Bedini di Ostra. Nella navata laterale di destra ha sede un dipinto ascrivibile alla scuola baroccesca e forse al migliore allievo del Barocci, al pittore urbinate Antonio Viviani (1520-1560).
  • Parco Archeologico di Suasa Senonum e Domus dei Coiedii
    071.966524 - Per info e visite
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Parco Archeologico di Suasa Senonum e Domus dei Coiedii
    Il Parco Archeologico di Suasa è posto lungo la Valle del Cesano, ai lati della strada di fondovalle che collega la costa agli Appennini, che costituiva anche in epoca romana l’arteria principale della città romana. Il municipium di Suasa, poco conosciuto mediante le fonti antiche, costituiva tuttavia un centro importante della valle, a vocazione soprattutto commerciale a servizio di un grande territorio a vocazione agricola. Anche se non scavato nella sua completezza, l’antico abitato era stretto e lungo, chiuso ai margini fra il corso del fiume Cesano a ovest e le basse colline a est, ai piedi delle quali, alla fine del I sec. d.C., fu costruito un vasto anfiteatro (m 98 x 77), uno dei più grandi della regione, capace di accogliere diverse migliaia di spettatori.
    Lungo la strada principale della città si allungava per circa 100 metri, con forma rettangolare, il Foro commerciale. Di esso è stata scavata meno della metà, ma la struttura originaria è già comprensibile: una grande piazza, delimitata da strade ortogonali, e fiancheggiata su tre lati da vaste botteghe e laboratori bordati da portici a pilastri. Se i resti degli edifici pubblici non sono numerosissimi, più completo è il panorama sull’edilizia privata: sono attestate strutture abitative sin dalla metà del II sec. a.C.
    Il complesso residenziale più ricco e più noto della città è certamente costituito dalla domus dei Coiedii (una ricca famiglia senatoria di Suasa, discendente da Lucius Coiedius Candidus, generale dell’esercito dell’imperatore Claudio), la cui utilizzazione va dal II sec. a.C. al V sec. d.C.La Domus dei Coiedii è oggi parte del Parco Archeologico di Castelleone di Suasa e fu costruita in posizione centrale tra la zona del Foro e dell’Anfiteatro, affacciata sull’importante asse viario dell’antica città di Suasa. Si tratta di una struttura di grandi dimensioni appartenuta all’importante famiglia patrizia dei Coiedii, come confermato da un’iscrizione conservata nel Museo Archeologico della città e rinvenuta nella piscina natatoria dell’abitazione. La domus ha subito nel corso dei secoli diversi interventi edilizi che ne hanno modificato la struttura, la planimetria e le decorazioni. Il più importante risale al II sec. d.C. e fu realizzato dalla stessa famiglia dei Coiedii, forse nel suo momento di massima fortuna, attraverso un ampliamento dell’edificio effettuato a discapito delle dimore vicine.
    Contemporanei al periodo di maggior splendore della domus sono gli splendidi mosaici figurativi, come quelli a soggetto erotico di Leda e il Cigno, Eros e Pan o quello policromo di Tritoni e Nereidi. Al Museo Archeologico sono custoditi, invece, alcuni affreschi, eleganti esempi di pittura parietale del II sec. d.C. insieme ad alcuni rari esempi pittorici del II sec. a.C., di gusto molto simile al primo stile della pittura pompeiana.
  • Corinaldo
    071 7978636 (IAT) - 0717978 64
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Corinaldo

    Corinaldo è un borgo situato nell'entroterra di Senigallia e sorge sulla sommità di un colle sulla riva sinistra del fiume Nevola. È inserito tra i Borghi più belli d'Italia e dei Paesi Bandiera Arancione, ed è Destinazione Turistica d'Eccellenza Europea. La città è anche Comune Ciclabile FIAB, Comune Amico del Turismo Itinerante e ha ottenuto la Bandiera Gialla di A.C.T. Italia.

    Le sue origini risalgono al V secolo d.C., quando un gruppo di fuggitivi della città romana di Suasa (l’odierna Castelleone di Suasa) si stabilì nell’attuale territorio comunale, nel tentativo di sottrarsi alle razzie dei Goti.

    Corinaldo venne ricostruita letteralmente ex novo nel 1367, in seguito all'autorizzazione concessa da Papa Urbano V, con l’attuale cinta muraria, nella quale figurano elementi fortificativi attribuibili all'influenza stilistica del celeberrimo architetto militare senese Francesco Di Giorgio Martini. Le mura cittadine sono riconosciute come le più imponenti e significative (912 mt.) della regione Marche. Dotate di porte, baluardi poligonali, torri di varia forma e bastioni, di cui uno, merlato e dalla forma affilatissima. La fortificazione resistette ad un durissimo assedio da parte del duca Francesco Maria della Rovere.

    Il centro del borgo, dal carattere tipicamente medievale, è un susseguirsi di vie strette e abitazioni in laterizio; lo scorcio più caratteristico è la Piaggia, detta anche Cento Scale, che sale dritta fino alla Piazza del Terreno, sulla sommità del colle.

    Fra i più pregevoli edifici di architettura religiosa spiccano: la barocca chiesa dell’Addolorata; il Santuario di Santa Maria Goretti che conserva una reliquia (l'ulna) di Maria Goretti, nata a Corinaldo; la Casa Natale della santa; la Chiesa del Suffragio e quella seicentesca di San Francesco, che custodisce alcune tele del pittore manierista Claudio Ridolfi, che operò a lungo sul posto.
    Poco lontano dal borgo sorge la Chiesa di Madonna del Piano, nella località omonima, che rappresenta la più antica testimonianza di architettura religiosa di Corinaldo.

    Tra gli edifici di architettura civile ricordiamo il Palazzo Comunale, ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo al posto del precedente edificio rinascimentale, opera dell'architetto F. M. Ciaraffoni di Fano, e l'ottocentesco Teatro Carlo Goldoni, con eleganti decorazioni e un suggestivo soffitto dipinto. Uno scrigno ottocentesco perfettamente ristrutturato con i suoi legni, stucchi e velluti.

    Corinaldo fa parte del Parco Archeologico di Suasa (III sec. a. C.) situato nella località Pian Volpello.

    Di particolare interesse la Civica Raccolta d'Arte "Claudio Ridolfi", di origine veneta, che trascorse a Corinaldo gran parte della sua vita, fino alla sua morte; da visitare è anche la Sala del Costume e delle Tradizioni popolari che conserva splendidi abiti realizzati ogni anno dalle sartorie dell'Associazione "Pozzo della Polenta", in occasione della rievocazione storica della "Contesa del Pozzo della Polenta", che si tiene il terzo fine settimana di luglio. La "Contesa" è la più antica rievocazione storica della Provincia di Ancona, che ricorda la vittoria riportata dai corinaldesi nel 1517 contro l'esercito dello spodestato Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere che, per venti giorni, aveva assediato senza successo la fortificazione di Corinaldo. Nella prima settimana di agosto viene organizzata la nota rassegna Corinaldo Jazz.

    La presenza da molti anni del mattatoio comunale ha contribuito a mantenere tradizionali figure quali "i mazzarini" che ancora oggi, nelle case di campagna, producono insaccati di altissima qualità. Tra i prodotti tipici da gustare a Corinaldo ci sono gli insaccati di Frattula, le Pecorelle (dolce tipico), l'olio extravergine di oliva, la porchetta, i vincisgrassi e il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi.

  • Chiesa di S. Francesco dei Minori Conventuali
    071.67009
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Francesco dei Minori Conventuali

    Nel 1265 il cardinale Simone Palatinari benediceva la prima pietra della nuova chiesa di San Francesco i cui lavori, probabilmente, erano già terminati nel 1281, anno di fusione di una campana collocata ancora oggi nel campanile. Di questa primitiva costruzione restano alcune testimonianze architettoniche, quali archetti di centina e motivi decorativi nelle parti interne della torre campanaria.

    Nel 1528 si costruisce il nuovo chiostro nel convento adiacente e dieci anni dopo viene ampliata la vecchia chiesa. Ciònonostante essa agli inizi del Seicento risulta angusta ed artisticamente superata, cosicché negli anni 1638-1639 viene ricostruita secondo i gusti dell’epoca. Nel Settecento alcuni terremoti, in particolare quello del 1727, rendono necessari nuovi lavori. Nel 1749 viene ultimata la costruzione del convento, mentre tra il 1752 e il 1759 viene innalzata la nuova chiesa secondo il progetto dell’architetto Arcangelo Vici di Arcevia.

    Questa nuova chiesa agli inizi del XIX secolo è “in ottimo stato” e ricordata come “forse la migliore delle chiese del Comune e per la sua struttura e per la sua vastità. È ben situata, asciutta e salubre”. Pertanto si chiedeva “di traslocarvi la parrocchia come il locale più adatto per tutti i rapporti”. Ciò in effetti avvenne intorno agli anni trenta del secolo XX. confermandola sede parrocchiale fino ai giorni nostri. La chiesa, dalla facciata incompiuta, è a croce latina ad un’unica navata con cappelle laterali, transetto sormontato da cupola ed abside.

    Conserva tre dipinti di Claudio Ridolfi: l’Annunciazione, la Madonna col Bambino e i Santi Anna, Giuseppe e Antonio da Padova, l’Assunzione della Vergine. Nella terza cappella laterale a destra è custodito un prezioso Crocefisso ligneo eseguito nel 1575 dallo scultore Donnino da Urbino.
    Accanto al primo altare ligneo sulla sinistra, derivante dalla distrutta Chiesa di San Pietro, è presente la tomba di Don Giacomo Luzietti (Corinaldo 1931 Brezzo di Bevero 1994).

  • Chiesa di S. Maria del Piano o S. Maria in Portuno
    +39 07167782 (Ufficio cultura)
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Maria del Piano o S. Maria in Portuno
    A circa 6 km da Corinaldo, nella piana del fiume Cesano, sorge la chiesa rurale di Santa Maria del Piano, la più antica testimonianza architettonica di Corinaldo e la chiesa più antica anche della diocesi di Senigallia. L'abside della chiesa e i resti della cripta collocano l'edificio a cavallo tra il V e il VI secolo. Lo stesso precedente toponimo di Santa Maria in Portuno testimonia l'esistenza in quel luogo di un tempio pagano dedicato al culto del Dio Portuno, divinità fluviale. La chiesa, che nel corso dei secoli ha subito profonde modificazioni, nell'alto medioevo fu sicuramente il luogo sacro più importante e ricco del territorio corinaldese. Appartenuta al monastero avellanita prima e al Collegio Germanico poi, subì nel corso della sua lunga vita molteplici modificazione. In origine la chiesa era a tre navate e con un cripta sottostante interrata. Altri interventi, che ne alterarono le caratteristiche originarie, vennero eseguiti nel Settecento e nell'Ottocento sia nella chiesa che nelle strutture adiacenti. L'edificio si presenta oggi ad un'unica navata con tetto a capriate e abside. Sulla parete destra sono state ritrovate tre colonne di epoca romana che in origine dividevano la navata centrale da quella di destra ora inglobata nell'edificio adiacente. Nell'altare marmoreo, forse qui trasferito probabilmente in occasione della distruzione della chiese di San Pietro di Corinaldo, si conserva un affresco raffigurante la Madonna del Buon Conforto datato 1540 attribuibile alla scuola di Vincenzo Pagani. A sinistra ci sono due affreschi quattrocenteschi opera di un ignoto artista locale, raffiguranti la Madonna del Latte. Nell'abside si conserva una Maddalena ai piedi della Croce, opera di grande intensità espressiva di Claudio Ridolfi.
    A partire dal 2001 sono state avviate le ricerche e gli scavi dal dipartimento di Archelogia dell' Università di Bologna in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica delle Marche. Gli scavi, oltre alle diverse stratificazioni risalenti al periodo Romano, hanno evidenziato una consistente quantità di sepolture. E' stata riportata alla luce la cripta sottostante all' altare maggiore e le fondamenta di diversi edifici che si sono susseguiti nei secoli, tanto da costituire un parco archeologico. Nei locali vicini alla sacrestia della chiesa è stato allestito un museo che documenta tutte le fasi degli scavi sin ora eseguiti.

  • Teatro Carlo Goldoni
    071 7975267 - 071 7978636
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Teatro Carlo Goldoni
    Il Teatro Carlo Goldoni di Corinaldo (AN) è lo storico teatro della città. La realizzazione del piccolo Teatro del Sole Nascente può essere fatta risalire agli anni fra il 1736 e il 1752 secondo il progetto architettonico del fabrianese Angelo Birza. Originariamente con una pianta a U su tre ordini venne poi successivamente ampliato e rimase in attività sino al 1869, quando venne sostituito dal nuovo teatro Goldoni. Il progetto di quest’ultimo fu affidata all’ingegnere Crescentino Quagliani il quale modificò la curva e semplificò banalizzandole le armoniche soluzioni distributive precedenti, mantenendosi il merito dell’invenzione del dispositivo originale per il sollevamento della platea in piano col palcoscenico, tutt’ora funzionante. Il progetto venne terminato con le decorazioni nel novembre 1867 e con gli apparati scenici nel settembre 1869. La struttura finale fu quella di una pianta a ferro di cavallo con pozzo da trentotto palchetti su tre ordini più il loggione balconato. I sei palchi di proscenio vennero aggiunti successivamente.
  • Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti - Chiesa di S. Agostino
    071.67123
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti - Chiesa di S. Agostino
    Corinaldo è profondamente legata alla storia di Santa Maria Goretti, giovane martire vissuta dal 1890 al 1902, uccisa a dodici anni per aver difeso la propria virginale purezza e morta dopo aver perdonato il suo aggressore. Emozione e commozione accompagnano la visita della casa natale della giovane e della Chiesa di Sant'Agostino eretta a Santuario Gorettiano nel 1987, e dove si conserva l'ulna del braccio destro della giovane santa.La chiesa e l’adiacente ex monastero vennero costruiti nelle forme attuali nel corso del XVIII secolo. Precede il convento la chiesa, la cui costruzione risale agli anni 1740 – 1756, mentre l’edificio monastico fu realizzato tra il 1767 e il 1780, su disegno dell’architetto corinaldese Giuseppe Carbonavi Geminiani. L’antica chiesa medievale di San Nicolò realizzata su due piani, quello inferiore per il popolo e quello superiore per il clero, rimase inglobata nell’edificio conventuale in occasione della nuova edificazione settecentesca. Di questa chiesa, che oggi ospita al piano inferiore la “Sala del Costume“ e in quello superiore la biblioteca comunale, rimane traccia in quella parte dell’edificio rotondeggiante all’inizio di via del Velluto, che in origine doveva essere la sua abside.Si tratta di un bell’esempio di tarda architettura barocca, non priva di eleganza nella garbata varietà degli effetti pittorici e scenografici come l'Annunziata seicentesca copia del Barocci, il Martirio di San Bartolomeo di Cesare Maggieri, la Madonna col Bambino e i Santi Monica, Domenico, Nicola di Mira, Antonio Abate e Agostino di Carlo Maratta. Vi si custodiscono anche un Crocefisso ligneo del XV secolo, il Transito di San Giuseppe di Nicola Monti e, infine, La Prudenza, la Giustizia, la Temperanza e la Fortezza, affrescate nei pennacchi della cupola.
  • Senigallia
    Centro IAT: 071.7922725
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Senigallia

    Senigallia sorge sulla costa medio-adriatica alla foce del fiume Misa a circa 25 km da Ancona e a circa 32 km da Pesaro.
    Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, ma circondato da colline degradanti verso il mare; il centro storico ricalca l'impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina a sud del fiume Misa. 

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE
    La cittadina vanta la famosa spiaggia detta di velluto, con i suoi 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto e dalla suggestiva Rotonda a Mare, edificata nel XIX secolo per scopi idroterapici e ricreativi e oggi sede di mostre ed eventi.
    Il lungomare è caratterizzato dalla presenza di numerosi stabilimenti balneari attrezzati con campetti di beach volley, calcio, tennis e giochi per bambini.

    Le spiagge di Senigallia si fregiano anche della Bandiera Verde concessa alle località adatte ai bambini e sul lungomare è attiva da qualche anno la Bibliomobile, ovvero la biblioteca comunale che porta libri in spiaggia per il prestito.
    Per i bambini sono previste letture e animazioni da parte di veri e propri specialisti dell’intrattenimento.
    Il Lungomare principale è affiancato da una pista ciclabile dove poter pedalare o pattinare in tutta tranquillità.
    Nei pressi di Senigallia, quale naturale prolungamento del suo arenile, si trova la località di Marzocca, caratterizzata da una spiaggia prevalentemente sassosa.  
    Le spiagge bandiere Blu sono quelle di Levante e di Ponente.
    Inoltre il Porto della Rovere è Approdo Bandiera Blu.

    COSA VISITARE
    Il monumento simbolo della città è la Rocca Roveresca, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca, fatta costruire da Giovanni della Rovere, nominato signore di Senigallia da Papa Sisto IV.

    Da visitare sono: il Palazzo del Duca, impreziosito al suo interno dallo splendido soffitto a cassettoni dipinto da Taddeo Zuccari; il Palazzetto Baviera, dove si ammirano splendidi stucchi risalenti al 1590, opera del celebre plastificatore urbinate Federico Brandani; i Portici Ercolani, che costeggiano la riva destra del Misa con una suggestiva sequenza di centoventisei arcate in pietra d’Istria, costruiti per accogliere i tanti mercanti che giungevano in città in luglio in occasione della celebre fiera franca della Maddalena; il Foro Annonario, struttura neoclassica in laterizio a pianta circolare, costruito nel 1834 su disegno dell’architetto Pietro Ghinelli, sede del mercato cittadino e suggestivo scenario di spettacoli e concerti in estate; laChiesa della Crocedove si può ammirare la Sepoltura di Cristo di Federico Barocci.

    Interessanti sono: il Museo d'Arte Moderna, dell'Informazione e della Fotografia, che conserva alcune opere di fotografi contemporanei tra cui quelle di Cavalli e Giacomelli, interpreti e fondatori della Scuola fotografica Misa, sorta a Senigallia negli anni '50, la Pinacoteca diocesana di Arte Sacra, il Museo dedicato a Papa Pio IX all’interno della sua casa natale.
    L’area archeologica La Fenice documenta la consistenza dell’insediamento di Sena Gallica, prima colonia romana sull’Adriatico.
    A 3 chilometri dal centro storico, il Convento di Santa Maria delle Grazie ospita il Museo di Storia della Mezzadria Sergio Anselmi. Nell'omonima chiesa è invece custodita una tavola del Perugino.

    TIPICITÀ ED EVENTI
    Senigallia rientra fra le capitali della ristorazione italiana: innumerevoli  sono i  locali cittadini che compaiono nelle più note guide all’ospitalità: Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, senigalliesi doc, sono chef di fama internazionale.

    L’offerta turistica è arricchita da eventi e manifestazioni che vengono organizzate per tutta l’estate: dai classici spettacoli pirotecnici sul mare, alla folkloristica Fiera di Sant’Agostino che anima il centro storico di Senigallia negli ultimi giorni di agosto, portando in città più di 500 espositori.

    Imperdibile è l’appuntamento con il Summer Jamboree, il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ’40 e ’50, con una settimana di concerti delle band più note del genere, un fantastico mercatino vintage e sfilate di moto ed auto datate anni ’40-’50.

    Tra gli eventi ricordiamo anche: la Festa della Musica, che si tiene a giugno, il CaterRaduno, con numerosi appuntamenti musicali e teatrali; Pane Nostrum, festa internazionale del pane, che si svolge ogni anno a settembre.   

    About Us
    Senigallia raccontata dai blogger di #IloveSenigallia:

    Oh my Yogi – Bettina Janssen (Planet 
    BackPack – Off the Path )

    http://www.off-the-path.com/2014/06/trip-to-italy-senigallia/

    The Travel Tester – Nienke Krook
    http://www.thetraveltester.com/people-of-senigallia-italy/
    https://www.youtube.com/watch?v=ZmJuTa79yzA
    http://www.thetraveltester.com/food-in-senigallia/
    http://www.thetraveltester.com/senigallia-italy/

    Dream Euro Trip – Dj Yabis
    http://www.dreameurotrip.com/reasons-why-i-love-senigallia/
    http://www.dreameurotrip.com/senigallia-corinaldo-photos/

  • Senigallia - Teatro Portone
    0039
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Senigallia - Teatro Portone
    LOCALIZZAZIONE: Periferia
    Proprietà: Parrocchiale
    Gestione: Parrocchiale
    SERVIZI: Accesso persone disabili, posti riservati ai disabili: 2 posti
    Posti n. 299
  • Chiesa di S. Martino
    0039
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Martino

    Le origini della chiesa di San Martino sono molto antiche, come attesta una bolla di papa Onorio III del 1223. Quella che oggi vediamo è la quarta chiesa edificata nel corso dei secoli, ed è sorta nel XVIII secolo per opera di due diversi architetti: Alessandro Rossi di Osimo e Domenico Valeri di Jesi.
    Probabilmente il primo realizzò il disegno di progetto, mentre il secondo ne effettuò la realizzazione. La chiesa venne inaugurata nel 1741 e fu arricchita con un organo di Gaetano Callido, mentre l'annesso convento fu consacrato solo nel 1758.
    Nel 1930 il terremoto causò gravi danni sia al convento che alla chiesa, tanto che si dovette abbattere l'ultimo piano del convento, poichè pericolante, e si procedette anche alla realizzazione di una nuova pavimentazione nella chiesa assieme ad una inopportuna tinteggiatura. Solo negli anni '70 un intervento di restauro ha dato nuovo risalto alla decorazione interna.

  • Chiesa della Maddalena
    0039
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa della Maddalena

    La chiesa di Santa Maria Maddalena venne costruita nella metà del secolo XVIII, in una fase di ampliamento e abbellimento urbano, anche se le sue origini probabilmente sono molto più antiche. Infatti le prime fonti risalgono al secolo XIII, quando era intitolata a San Gregorio e sorgeva, annesso alla chiesa, un covento. La chiesa della Maddalena è l'unico esempio, presente in città, di facciata orientata a est (mantenuta anche nelle varie ricostruzioni), che è testimonianza di un'antica disposizione medievale ai margini della città lungo la strada proveniente dall’antica porta di Sant’Angelo.
    L’antica chiesa fu riedificata da Giovanni Della Rovere nel 1480 forse pericolante per i danni subiti dall’alluvione del 1472. Il nuovo complesso venne concesso dall'allora vescovo Marco Vigerio I Della Rovere ai Padri Francescani Conventuali. A seguito della soppressione degli ordini religiosi operata dai francesi nel 1797, l’antico ospedale della Misericordia venne trasferito nei locali del convento.
    Il prospetto esterno della chiesa fu realizzato secondo i canoni dell’architettura del XVIII secolo: riccamente decorato da rilievi in laterizio, ha un portale con cornice modanata sovrastata da un timpano curvilineo molto aggettante. L’interno della chiesa è ad una sola navata, con le pareti laterali concave che definiscono quattro nicchie, due per lato, scandite da lesene che sostengono un’alta decorazione modanata; ai lati dell’altare due cappelle gentilizie a pianta rettangolare contengono i sepolcri della famiglia Fagnani.

  • Chiesa dell'Immacolata
    0039
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa dell'Immacolata

    Nel XVIII sec. l'ordine della Disciplina ottenne il permesso di erigere un oratorio con un'altare per celebrarvi le proprie funzioni religiose. Di questo oratorio non conosciamo nè la data di edificazione e nè chi la realizzò, ma sappiamo solo che essa venne intitolata ai Santi Simone e Giuda.
    Nel 1728 l'Oratorio venne abbattuto e al suo posto venne inaugurata una nuova chiesa con la stessa denominazione della precedente, in omaggio ai Filippini, ordine che rimase in possesso della loro parrocchia fino al 1799, anno in cui la Congregazione fu soppressa.
    Durante il Regno Italico la chiesa e il convento passarono in proprietà del Comune di Senigallia; fino a quando poi il vescovo di Senigallia, ottenne nuovamente la chiesa e il convento di S.Filippo.
    Nel 1904 la chiesa venne intitolata alla Madonna Immacolata. Dopo la ricostruzione dell'edificio in seguito al terremoto del 1930, la chiesa fu arricchita con opere che ricordano la proclamazione del dogma, avvenuta per opera di Papa Pio IX l'8 dicembre del 1854: il grande affresco sulla parete absidale di Atzori e la lunetta in maiolica dello scultore E. Mazzolani, nel portale d’ingresso.
    La facciata presenta i canoni dello stile architettonico lombardo: un grande Rosone traforato; un portale grandioso a colonne di pietra che sostengono la cuspide fiorita sotto la quale sono collocate delle figurazioni simboliche, una fuga di esili colonnette che corrono lungo le pendenze del timpano e delle ali laterali e sorreggono il bellissimo cornicione, al sommo del timpano un tempietto protegge la statua dell’Immacolata; le decorazioni della facciata altissima, la quale, elevata con la sua muraglia in mattone rosso, contrasta gentilmente con le ricche terrecotte che le fanno da cornice.

  • Senigallia

    Senigallia sorge sulla costa medio-adriatica alla foce del fiume Misa a circa 25 km da Ancona, direzione nord, e a circa 32 km da Pesaro, direzione sud. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante ma circondato da colline degradanti verso il mare; il centro storico ricalca l'impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina sud del fiume Misa.

    OFFERTA TURISTICA BALNEARE: la cittadina vanta la famosa spiaggia detta "di velluto", con i suoi 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto e dalla suggestiva Rotonda a Mare, nata nel XIX secolo per scopi idroterapici e ricreativi e oggi sede di mostre ed eventi.  Il lungomare è caratterizzato dalla presenza di  numerosi stabilimenti balneari  attrezzati con  campetti  di beach volley , calcio , tennis e giochi per bambini . Il Lungomare principale è affiancato da una pista ciclabile dove poter pedalare o pattinare in tutta tranquillità. Nei pressi di Senigallia, quale naturale prolungamento del suo arenile, si trova la località di Marzocca, caratterizzata da una spiaggia prevalentemente sassosa. 

    COSA VISITARE: Il monumento simbolo della città è la Rocca Roveresca, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca. Da visitare sono: il Palazzo e la Fonte del Duca, il Palazzetto Baviera,i Portici Ercolani , il Foro Annonario e la Chiesa della Croce. Interessanti sono:  il Museo d'Arte Moderna, dell'Informazione e della Fotografia, la Pinacoteca diocesana di Arte Sacra, il Museo dedicato a Papa Pio IXall’interno della sua casa natale. L’ area archeologica “La Fenice” documenta la consistenza dell’insediamento di Sena Gallica, prima colonia romana sull’Adriatico. A 3 chilometri dal centro storico, il Convento di Santa Maria delle Grazie ospita il Museo di Storia della Mezzadria “Sergio Anselmi”.Senigallia rientra  fra le capitali della ristorazione italiana :  innumerevoli  sono i  locali cittadini che compaiono nelle più note guide all’ospitalità. Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, senigalliesi doc, sono chef di fama internazionale. L’offerta turistica è arricchita da eventi e manifestazioni che vengono organizzate per tutta l’estate: dai classici spettacoli pirotecnici sul mare, alla folkloristica fiera di Sant’ Agostino che anima il centro storico di Senigallia negli ultimi giorni di agosto, portando in città più di 500 espositori. Imperdibile è l’appuntamento con il Summer Jamboree , il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 con una settimana di concerti delle band più note del genere, un fantastico mercatino vintage e sfilate di moto ed auto datate anni ’40-’50.

    INFO

    Centro Informazione e Accoglienza Turistica - IAT
    Via Ottorino Manni, n. 7 - 60019 Senigallia (AN)
    telefono : 071 7922725
    email: iat.senigallia@regione.marche.it
    orari
     
    Alberghi e Turismo Senigallia
    Viale IV Novembre, 8 - 60019 Senigallia
    Telefono: +39 071 65343 - Fax +39 071 65666
    email: info@assalbesenigallia.it 
    web: www.senigalliahotels.com

    Confesercenti Marche
    Via Abbagnano, 3 – 60019 Senigallia (AN)
    telefono: +39 071 64753/071 64283 mobile: +39 338 5080472
    email: giulia.confesercentisenigallia@gmail.com
    web: www.confesercentimarche.it

    Assindustria Ancona - Sezione turismo

    Roberta Bozzali
    tel. 071.29048250
    fax 071.2866784
    email: bozzali@confindustria.an.it
    web: Assindustria Ancona

    Unioncamping Faita Marche
    Via A. Cappellini, 5
    61032 Torrette di Fano (PU)
    Tel. +39 0721 884231
    Fax +39 0721 884269
    email: info@unioncamping.it
    web: www.unioncamping.it

    About Us 
    Senigallia raccontata dai blogger di #IloveSenigallia

    Oh my Yogi – Bettina Janssen (Planet BackPack – Off the Path )
    http://www.off-the-path.com/2014/06/trip-to-italy-senigallia/

    The Travel Tester – Nienke Krook
    http://www.thetraveltester.com/ 
    http://www.thetraveltester.com/people-of-senigallia-italy/ 
    https://www.youtube.com/watch?v=ZmJuTa79yzA
    http://www.thetraveltester.com/senigallia-italy-pinspiration-pinterest-weekend-guide/ 
    http://www.thetraveltester.com/food-in-senigallia/ 
    http://www.thetraveltester.com/senigallia-italy/ 
    http://www.thetraveltester.com/vintage-shop/

    Dream Euro Trip – Dj Yabis 
    http://www.dreameurotrip.com/ 
    http://www.dreameurotrip.com/reasons-why-i-love-senigallia/ 
    http://www.dreameurotrip.com/senigallia-corinaldo-photos/

    Italy Travel Lab – Francesca Tammarazio
    http://www.italytravellab.com/ 
    http://www.italytravellab.com/2014/07/10/senigallia-mare-vacanza-famiglia-e-divertimento/ 
    http://www.italytravellab.com/wp-content/uploads/2014/07/NATURA.pdf 

  • La Rotonda a mare
    071 7922725
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: La Rotonda a mare

    Suggestiva ed elegante architettura balneare, la Rotonda a mare, nel cuore di Senigallia, risale agli anni Trenta. Simbolo della città, è il  risultato di molteplici traversie, distruzioni, progetti e ricostruzioni che hanno inizio nella Belle Epoque, quando venne innalzata una piattaforma lignea per attività idroterapiche e ricreative.
    La Rotonda a Mare fu progettata, in seguito alla decisione assunta dall’Azienda Autonoma Stazione di Cura e Soggiorno nel 1932, dall’Ingegnere Enrico Cardelli, ed inaugurata il 18 luglio 1933. Gli anni Cinquanta e Sessanta furono per la Rotonda a Mare il periodo di maggiore splendore, elevandosi a vero tempio della mondanità e luogo di divertimento, nel quale si esibirono i grandi artisti della musica leggera italiana. Chiusa per inagibilità alla fine degli anni '80, visse una fase di progressiva decadenza, fino all’estate del 2006, quando tornò all’antico splendore, quale sede di esposizioni e manifestazioni culturali di rilievo. 
    Oggi è un importante luogo di incontro, intrattenimento, simbolo della vitalità artistica e culturale della città.

  • Rocca Roveresca
    071 63258
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Rocca Roveresca di Senigallia
    La Rocca può essere definita uno straordinario libro di storia: infatti è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli, fin dalle origini della città, in un sito di determinante importanza strategica.

    All'interno si individuano i resti dei massicci blocchi tufacei della fondazione romana, in grande evidenza nella parete del cortile a sinistra di chi entra; di fronte all'ingresso si notano invece i resti di una millenaria torre quadrangolare in blocchi calcarei poi inglobata (seconda metà XIV secolo) nella Rocchetta voluta dal cardinale Egidio Albornoz, a ridosso della quale verso la metà del secolo successivo (XV) sorse la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesti. L'intervento conclusivo (1476-1482) fu affidato da Giovanni della Rovere a Baccio Pontelli e Luciano Laurana, gli architetti ducali. Nella sua storia millenaria la Rocca, arresasi nel 1503 a Cesare Borgia che a Senigallia compì la celebre strage descritta da Nicolò Machiavelli, non fu solo una fortezza, ma anche una dimora signorile, nonché sede di una scuola di artiglieria fondata da Guidubaldo II della Rovere nel 1533. Estintasi la dinastia ducale, dopo il ritorno nel 1631 della città sotto il dominio della Chiesa, la Rocca fu dapprima utilizzata come carcere pontificio, successivamente come orfanotrofio. Oggi ospita mostre d'arte e prestigiose manifestazioni culturali.

    Per gli orari e per le prenotazioni di visite guidate consultare internet: www.roccasenigallia.it
    o la pagina fb: www.facebook.com/RoccaRoverescaSenigallia?
  • Senigallia - Teatro La Fenice
    071 7930842 335 1776042 (lun –
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Senigallia - Teatro La Fenice
    Ricostruito sulle ceneri dell'antico Teatro storico, il nuovo Teatro La Fenice è un piccolo gioiello di tecnologia, che racchiude architetture moderne, preziosi tesori, come il meraviglioso sipario di Cucchi e cela, nelle sue fondamenta antichi resti di civiltà romaniche.

    Per Info e orari visita il sito dedicato al Teatro La Fenice

    LOCALIZZAZIONE: Centro storico
    Proprietà: Pubblica
    Gestione: Comunale
    SERVIZI: Accesso persone disabili
    Posti n. 858
  • Cattedrale di San Pietro Apostolo
    071.7921565
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Cattedrale di San Pietro Apostolo

    L’attuale Cattedrale di San Pietro Apostolo fu edificata sul sito della preesistente chiesa dei Gesuiti, alla fine del Settecento, fra il 1762 ed il 1790, su progetto dell’architetto Paolo Posi.

    Il prospetto esterno venne invece realizzato nella seconda metà dell’Ottocento grazie alle sovvenzioni di Papa Pio IX, originario di Senigallia, su progetto di Augusto Innocenti. Nel corso degli anni, l'edificio ha subito diversi restauri a causa dei terremoti che hanno colpito la zona.

    L’interno della cattedrale è a pianta a croce latina, a tre navate suddivise da pilastri e copertura a cupola. Di particolare interesse, fra le opere contenute nella chiesa, sono quelle del Manierismo italiano di Federico Barocci (Riposo durante la fuga in Egitto), Ercole Ramazzani (Madonna della Speranza), Domenico Corvi (San Paolino e Santa Maria Maddalena) e Alessandro Tiarini (Assunta). Silvio Galimberti realizzò in epoca moderna gli affreschi che raffigurano la consegna delle chiavi del Regno dei cieli a Pietro da parte di Cristo e la consacrazione di Pietro a pastore universale della Chiesa. Essi si trovano ai lati della tela posta sopra l’altare maggiore, dove sono rappresentati i protettori della città e Diocesi, i Santi Pietro e Paolino, opera del bolognese Tiarini.

    La sagrestia contiene un sarcofago del VI secolo, detto sarcofago di San Gaudenzio, di autore ignoto. Agli angoli del coperchio sono riprodotti i simboli dei quattro evangelisti (l'angelo di Matteo, il leone di Marco, l'aquila di Giovanni e il bue di Luca), mentre un'iscrizione riferisce che Sigismondo, vescovo di Senigallia, vi pose nel 590 le reliquie di San Gaudenzio, trafugate poi nel 1520 e portate a Ostra.

    Importante è anche la cappella ellittica dedicata alla Madonna della Speranza dell’architetto Giuseppe Ferroni, inaugurata nel 1838. Essa si distingue, all'esterno, per le otto colonne corinzie in diaspro siciliano, con basamento in marmo giallo, mentre all'interno si può ammirare un dipinto della Madonna della Speranza realizzato da Ettore Ramazzani (XVI secolo).

    Accanto ad essa si trova la cappella dedicata al culto di S. Maria Goretti, la quale è rappresentata – in una scultura lignea del 1986 – nell’atto di perdonare il suo carnefice.

    Di pregio il Battistero, dove si aprì alla vita della fede il Beato Pio IX, riccamente lavorato in onore del Papa senigalliese. A lui è dedicata pure l’imponente statua bronzea posta lungo la navata centrale.