Indietro Scenari californiani e paesaggi lunari sulle Lame Rosse

Scenari californiani e paesaggi lunari sulle Lame Rosse

Difficoltà media
Il canyon delle Marche

Nell’incantevole scenario dei Sibillini si trova un piccolo canyon con stratificazioni rocciose tipiche dei paesaggi lunari e degli avventurosi scenari californiani: le Lame Rosse. Situate sopra il lago di Fiastra, nella frazione di S. Lorenzo in provincia di Macerata, sono raggiungibili dal lago con un’escursione di circa tre ore andata e ritorno adatta anche alle famiglie.

Partendo dalla diga si segue una vecchia mulattiera che si stringe man mano che ci si addentra in un bosco di lecci. Una volta arrivati, potrete proseguire la camminata imboccando il sentiero che porta alle Grotte dei Frati, in passato usate dai monaci come luogo di eremitaggio, da cui scendere alle Gole del Fiastrone, altro piccolo luogo incantato tra sentieri immersi nel silenzio e brevi scorci lacustri.

Una volta tornati potrete visitare la Chiesetta di S. Lorenzo risalente al XII° secolo, oltre a divertirvi sulle acque del lago in canoa o pedalò, o in bici nei percorsi circostanti. Dopo un salto nel borgo di Caldarola, visitare la vicina Cessapalombo vi darà modo per ammirare l’Abbazia di S. Salvatore, fondata da S. Romualdo, che svetta tra le verdi colline fuori dal centro abitato, e perdervi tra i profumi e i colori del Giardino delle Farfalle (per info 340.2522383), un museo didattico adatto a grandi e piccini per scoprire il mondo dei lepidotteri.

Leggi tutto Riduci
Target: Trekking
Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • Le Lame Rosse
    0737 52112
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Le Lame Rosse
    Le Lame Rosse di Fiastra sono stratificazioni di roccia a forma di pinnacoli e torri costituite da ghiaia tenuta insieme da argilla e limi, formatesi grazie all'erosione di agenti atmosferici. 
    Sono situate sopra il Lago di Fiastra, nella frazione di San Lorenzo al Lago del Comune di Fiastra, in provincia di Macerata, tra il monte Fiegni (1323 m. slm) e il monte Petrella (1155 m. slm.). Sotto di esse scorre il fiume Fiastrone che ha origine dall'omonimo lago. I percorsi possibili per arrivare alle Lame Rosse sono svariati ma il più comune è quello che parte dal lago di Fiastra; l'itinerario, andata e ritorno sullo stesso sentiero, è lungo 7 chilometri e il dislivello è di 200 metri. E' quindi adatto per la maggior parte delle persone: si cammina dapprima su una strada sterrata e successivamente quasi sempre all'ombra all'interno di una lecceta, dove la strada diventa un piacevole sentiero. L'area è particolarmente suggestiva e varia tra lunghi tratti di rigogliosa vegetazione, brevi scorci sul lago fino ad un paesaggio da favola a causa del tipico colore rosso delle Lame. Per l'abbondanza di acqua, la flora e la fauna sono molto ricche.  Il tempo di percorrenza andata e ritorno è di circa 3 ore. Si parte a piedi dalla diga del lago , lasciando la propria auto qui e proseguendo a piedi sopra la diga, poi si sale e al primo incrocio sulla sterrata si gira a destra proseguendo per altri 30 minuti. In alternativa si può anche partire dal belvedere della Ruffella , passando per la frazione di Fiegni, sempre nel Comune di Fiastra.
  • Caldarola
    0733.905529
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Caldarola
    Terra d’arte e di castelli, Caldarola stupisce il visitatore con il sapore fiabesco del suo antico maniero dalle merlature guelfe, con il suo raffinato assetto urbano che ne fa un autentico gioiello di architettura e urbanistica cinquecentesca, con le sue importanti testimonianze romane e medievali che riempiono di storia gli affascinanti scenari naturali del territorio circostante.

    Caldarola deve probabilmente il suo nome al termine latino Calidarium, con cui s’indicava la stanza con la vasca di acqua calda delle terme presenti nella zona. L'abitato, che ebbe la sua massima fioritura nel pieno ‘500 ad opera della nobile famiglia Pallotta, tuttora mantiene l'assetto urbanistico voluto dal cardinale Evangelista Pallotta nel XVI secolo ed è dominato da un castello.

    Il Castello Pallotta dà un volto indimenticabile a tutto il paese avendo preso il posto delle modeste abitazioni dove una volta aveva dominato il "castrum" feudale. Il museo conserva una collezione d'armi (dal XIII al XVII sec.) e una di carrozze (XIX - XX sec.); tutte le stanze sono arredate con mobilio d'epoca e le decorazioni di alcune sale sono dei de Magistris. Nel castello, posto alle falde del monte Colcù, si entra attraverso Porta Camerte, varco chiuso da un massiccio portone con incise le lettere del nome. Tornati all'aperto e proseguendo verso sud, attraverso il ponte levatoio si entra nel parco dove giganteggia un pino che è tra i più vecchi della regione e che fu fatto piantare nel 1598 a ricordo della visita di papa Clemente VIII.
    L’antico maniero conserva ancora intatte le mura, la merlatura guelfa, i cammini di ronda ed il ponte levatoio. Gli ambienti residenziali contengono arredi del XVI e XVII secolo insieme a rivestimenti e tendaggi originali. Sono da visitare l’antica cucina, con la tipica dotazione di utensili in rame e stoviglie in ceramica e terracotta, il salone dei ricevimenti, l’elegante camera da letto dedicata agli ospiti, la sala da pranzo con le bellissime e rarissime ceramiche settecentesche di produzione marchigiana e il delizioso salotto giallo impreziosito dal fregio attribuito a Simone De Magistris, grande pittore manierista caldarolese.

    L'odierno palazzo comunale, che era un tempo una residenza cardinalizia, accoglie la splendida stanza del Paradiso, affrescata da Simone de Magistris.

    Nei dintorni dell'abitato si osservano consistenti resti degli antichi castelli di Vestignano, Croce e Pievefavera, appartenuti ai monaci di Casauria; in particolare, il castello di Croce e la duecentesca chiesa di San Martino, annessa alla rocca di Vestignano, vantano bellissimi affreschi di Nobile da Lucca e di Andrea e Simone de Magistris.
  • Cessapalombo
    0733.907132
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Cessapalombo

    Cessapalombo è un comune di montagna dell'alta vallata del Fiastrone, in provincia di Macerata, con una parte compresa del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. 

    Di origine medievale, dell'antico centro si conserva solo in parte l'impianto urbanistico a causa del terremoto del 1799. Il nome ricorda un bosco, utilizzato per il taglio della legna, di proprietà di un certo Palumbo, nome abbastanza diffuso nel Medioevo.

    Da visitare nel centro la Chiesa di Sant'Andrea, che custodisce una statua lignea policroma della “Madonna dell’Impollata” risalente  al 1400.

    Il comune è composto di molte frazioni che vantano siti di interesse turistico.

    Nella frazione Villa, la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice custodisce all’interno il preziosissimo affresco “la Mater Misericordiae con cavalieri”, un’affascinante Madonna che con il suo mantello protegge il popolo. Affrescata nel 1468, è stata attribuita al pittore di Bolognola, Giovanni Angelo D’Antonio.

    La frazione Montalto si sviluppa attorno all’omonimo Castello in tre distinti nuclei abitativi: Tribbio, Villa e Valle. Il castello di Montalto, risalente al IX secolo e passato alla proprietà della famiglia dei Da Varano nel XIII secolo, ha subito numerose edificazioni nel corso del tempo. È dotato di tre cinte murarie, ciascuna delle quali era posta a difesa di persone diverse: la più esterna per la difesa dei castellani e della servitù, la seconda fu eretta a protezione dei soldati e in generale di tutti gli addetti alla difesa, la più interna difendeva invece i vassalli e i signori di turno. In quest'ultima troviamo anche una cisterna idrica utilizzata da tutta la comunità.  
    In frazione Montalto si trova una torre di difesa e cisterna medievale, oltre ad un monumento che ricorda l'eccidio di Montalto, teatro della fucilazione di 32 giovani partigiani da parte dei nazifascisti. Cessapalombo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stato insignito della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

    Tra le attrazioni turistiche, sono da segnalare la Chiesa di San Benedetto, che conserva un bel dipinto di Andrea De Magistris, la Chiesa della Madonna della Misericordia del 1468, l'Abbazia di San Salvatore in località Monastero, con quattro torri cilindriche di gusto ravennate, che custodisce una croce astile in rame dorato, affreschi del XIV-XV sec e una trecentesca porticina di ciborio in noce intarsiato, l'area archeologica in località La Città, il Museo delle Carbonaie e della nostra Terra, la Grotta dei Frati, il vecchio romitorio dei cosiddetti "Fraticelli" perseguitati come eretici, le Gole del Fiastrone, ambiente di particolare suggestione creato dall'erosione delle acque e il Giardino delle Farfalle in località Montalto.

    Tra le varie tipicità ricordiamo ceci, lenticchia, farro e altri cereali e legumi, olio extra-vergine d’oliva, varietà Coroncina, e carni bovine di razza Marchigiana. La caratteristica che accomuna i vari imprenditori agricoli è la produzione di zafferano. La coltivazione di questa pianta è nata grazie a un progetto curato dall’Università di Camerino, che ha dato origine ad un’associazione di produttori denominata "Tipicità dei Sibillini".
    Tra gli eventi si segnalano la Sagra del fungo, che a maggio celebra questo prodotto del sottobosco dei Monti Sibillini, e la festa Antichi Sapori e Ricchezze del Bosco è una festa che si svolge nelle prime due domeniche di ottobre in frazione Villa di Montalto e mira a valorizzare e far riscoprire le tradizioni della civiltà contadina, dei prodotti tipici e degli antichi mestieri.

    Il centro storico, i monumenti e i musei del Comune sono parzialmente fruibili. Per informazioni scrivere al Numero Verde del Turismo della Regione Marche (numeroverde.turismo@regione.marche.it) o contattare i telefoni indicati sotto.

  • Il Giardino delle Farfalle
    Il Giardino delle Farfalle è un Centro di Educazione Ambientale CEA del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, luogo ideale per far conoscere e avvicinare bambini, famiglie e adulti, alla conoscenza dei lepidotteri locali, ovvero Farfalle e Falene.
    Attivo dal 2011, il Giardino si compone di diversi ambienti, dove è possibile incontrare tante specie di farfalle libere in natura, ma anche molti altri piccoli insetti. Ad ogni passo nel giardino ci si può soffermare ad osservarli nel loro habitat naturale, un modo per avvicinarsi alla natura senza averne paura. 
    Il Centro organizza lungo l'arco dell'anno numerose attività a contatto con la natura per grandi e piccini, fra cui laboratori didattici e passeggiate letterarie