Indietro I castelli di Arcevia

I castelli di Arcevia

Difficoltà media
Il borgo incastonato nella collina

Arcevia è posta su una collina dal suggestivo nome di Monte Cischiano, propaggine della catena pre-appenninica del versante umbro-marchigiano. Poderosa è la cinta muraria (secc. XIII-XVI), percorribile in più punti, di cui rimangono alcuni torrioni e quattro porte.

Gli edifici più interessanti del centro storico sono: la barocca collegiata di San Medardo, che custodisce capolavori di Luca Signorelli, opere dei Della Robbia, Gian Battista Salvi e Claudio Ridolfi; il teatro Misa, gioiello architettonico costruito tra il 1840 e il 1845 all’interno del Palazzo dei Priori e della Chiesa di Sant’Agata; il centro culturale di San Francesco, ospitato nell’antico complesso conventuale francescano che conserva il chiostro rinascimentale e la splendida chiesa. Il Museo archeologico statale di Arcevia raccoglie una significativa documentazione archeologica del territorio arceviese. Splendidi sono i corredi funerari gallici della necropoli gallica di Montefortino (IV sec a.c. - III sec a.c.). 

I nove castelli di Arcevia, Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo, Piticchio, San Pietro, costituiscono una delle attrazioni principali della cittadina: si tratta di centri abitati murati di impianto tre-quattrocentesco, che hanno conservato le loro peculiarità tipologiche fino ad oggi.

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Target: Family

Le tappe dell'itinerario

  • Arcevia
    0731.981972
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Arcevia

    A pochi chilometri dalla Spiaggia di Velluto di Senigallia sorge Arcevia.
    Posta su una collina dal suggestivo nome di Monte Cischiano, propaggine della catena pre-appenninica del versante umbro-marchigiano, è protetta da una poderosa cinta muraria (secc. XIII-XVI), percorribile in più punti, di cui rimangono alcuni torrioni e quattro porte di accesso.

    COSA VISITARE
    La barocca collegiata di San Medardo, attestata sin dal 1208, è una chiesa-museo che reca l’insolita intitolazione di S. Medardo (VI secolo), vescovo di S. Quintino molto venerato in Francia. All’interno si possono ammirare veri e propri capolavori dell’arte: due straordinarie opere del grande artista rinascimentale Luca Signorelli, il Polittico di S. Medardo (1507) e il Battesimo di Cristo (1508); il monumentale dossale in terracotta invetriata Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Gerolamo (1510-1513) di Giovanni della Robbia, esponente di spicco della famosa bottega fiorentina; gli arredi lignei dei maestri intagliatori Leonardo Scaglia e Francesco Giglioni, che qui operano tra il 1647 e il 1650; le numerose opere di Ercole Ramazzani, artista locale allievo di Lorenzo Lotto, tra cui si segnalano il Battesimo di Cristo (1593) e il Giudizio Universale (1597), ultima opera dell’artista; alcune opere di Claudio Ridolfi il Veronese, discepolo del Barocci (sec. XVII); Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Caterina da Siena (1642), uno dei capolavori di Simone Cantarini il Pesarese (1612-1648) allievo prediletto e ribelle di Guido Reni; una Madonna col BambinoS. AnnaS. Giuseppe S. Gioacchino (1529), bella tavola di Piergentile da Matelica e Venanzio da Camerino. 

    Il Centro Culturale di San Francesco è ospitato nell’antico complesso conventuale francescano che conserva il chiostro rinascimentale e la splendida chiesa. Al piano interrato, si trova la sala conferenze, insieme a spazi espositivi ricavati nelle antiche cantine del monastero. A piano terra troviamo il Museo archeologico statale di Arcevia che raccoglie una significativa documentazione archeologica del territorio arceviese. Splendidi sono i corredi funerari gallici della necropoli gallica di Montefortino (IV sec a.c. - III sec a.c.). Il primo piano attualmente accoglie l’Archivio Storico, tra i più importanti della regione, con circa 1.800 pergamene dei secc. XIII-XVI, e la Biblioteca Comunale con annessa sezione prestito librario e l’esposizione permanente delle opere di tre grandi artisti del Novecento che hanno avuto Arcevia come minimo comun denominatore, Quirino Ruggeri, Edgardo Mannucci e Bruno d'Arcevia.  Da non perdere il Teatro Misa, gioiello architettonico costruito tra il 1840 e il 1845 all’interno del Palazzo dei Priori e l’adiacente Chiesa di Sant’Agata.

    ARCEVIA E I RE DELLA ROBBIA
    Arcevia custodisce preziosi arredi invetriati e dipinti del XVI secolo, un unicum nella vicenda dei Della Robbia nelle Marche per la straordinaria concentrazione. Nel centro storico la Collegiata di San Medardo ospita il maestoso altare di Giovanni Della Robbia, un paliotto e un bel Crocifisso invetriato di Mattia Della Robbia, un presepe di bottega marchigiana e due statue dipinte di Santa Caterina e della Maddalena, opere robbiane, mentre nella Chiesa di S. Maria del Soccorso si può ammirare un monumentale altare invetriato raffigurante l’Annunciazione, opera di Mattia Della Robbia. Nel castello di Avacelli, la Chiesa di S. Lorenzo custodisce un Crocifisso e uno spettacolare altare in terracotta dipinta rappresentante la Madonna del Rosario e della Misericordia, opera di una bottega marchigiana influenzata dai Della Robbia.

    I CASTELLI DI ARCEVIA
    I nove castelli di Arcevia (Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo, Piticchio, San Pietro) costituiscono una delle attrazioni principali della cittadina: si tratta di centri abitati murati di impianto tre-quattrocentesco, che hanno conservato le loro peculiarità tipologiche fino ad oggi.

    TIPICITÀ ED EVENTI
    Da alcuni anni è stata reintrodotta nel territorio arceviese la coltivazione del “Mais otto file di Roccacontrada” (antico nome di Arcevia), una varietà che stava per andare perduta, da cui si ricava un’eccellente farina per la polenta; a questo alimento è dedicata l’iniziativa “Una domenica andando a Polenta” che si svolge in tutte le domeniche di febbraio di ogni anno e che coinvolge tutti le attività ristorative del territorio. Analogamente tutte le domeniche di ottobre si svolge l’iniziativa “Una domenica andando per primi”. Da non perdere la tradizionale “Festa dell’Uva” che si tiene l’ultimo fine settimana di settembre nel capoluogo e la “Festa d’Autunno” nel secondo fine settimana di Novembre all’interno del Castello di Piticchio.

    Numerosi sono gli eventi culturali che si svolgono nel Centro Storico e nei vari castelli, i principali sono Arcevia Jazz nei mesi di luglio e agosto e Arcevia International Art Festival da agosto a settembre.

  • Castello di Piticchio
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Piticchio

    Piticchio, uno dei castelli più suggestivi e meglio conservati dell’arceviese, sorge su un poggio (379 m. d’altitudine) , a circa sette chilometri da Arcevia. Si afferma da vari storici che sorse sulle rovine della città romana di Pitulum, tuttora di incerta identificazione. Nominato per la prima volta nel 1223 tra i possedimenti del vescovo di Senigallia, viene sottomesso da Rocca Contrada, dopo varie distruzioni, alla fine del ‘200.Ottimamente restaurato il castello ha un impianto tipicamente quattrocentesco. Splendido il camminamento di ronda che permette di percorrere l’intera cinta muraria, con l’ampia scarpa che caratterizza buona parte del circuito. Nella chiesa parrocchiale di S. Sebastiano si può ammirare un imponente dossale di legno intagliato e dorato (XVI sec.) su cui sono incastonate appositamente 3 tele e due tavolette, capolavori della maturità di Ercole Ramazzani (anni ’90 del ‘500).

  • Castello di Avacelli
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Avacelli
    Il Castello di Avacelli, attestato dal 1248, venne fondato da Rocca Contrada su di una collina al confine con il territorio di Serra S. Quirico. Dell’antica struttura difensiva rimane la porta d’ingresso con il rivellino e parte della cinta muraria in pietra, completamente priva di scarpa. Interessante la chiesa castellana di S. Lorenzo (2ª metà sec. XV), che conserva al suo interno uno spettacolare dossale in terracotta dipinta rappresentante la Madonna della Misericordia (sec. XVI), attribuibile ad un artista marchigiano influenzato sia dall’Agabiti sia dalla bottega robbiana di Fra Mattia.
    Ai piedi della collina, in una valle appartata nella boscaglia, sorge la chiesa di Sant’Ansovino, unica testimonianza locale di architettura romanica, con facciata a capanna, abside semicircolare, ed archetti ciechi sulla parete laterale destra. Oltre alla croce in cotto incastonata nella facciata, pregevoli sono gli antichi capitelli reimpiegati, di probabile origine altomedievale, gli affreschi e le sinopie contenute all’interno.
  • Castello di Castiglioni
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Castiglioni
    Il Castello di Castiglioni si trova ai confini con il territorio di Serra de’Conti. Attestato dal 1289 come castellare, è stato probabilmente fondato dopo l’abbandono del castello di Fossaceca che si trovava nei pressi. E’ solo agli inizi del ‘400 che diventa un vero e proprio castello, fortificato in modo organico ed unitario dal Comune di Rocca Contrada per difenderne gli abitanti dai pericoli delle guerre in corso (il castello fu occupato da Braccio da Montone).
    Castiglioni presenta ancora la caratteristica struttura medievale, con mura ben conservate e due suggestive porte fortificate. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Agata, conserva al suo interno la Madonna del Rosario (1589) – una delle migliori opere di Ercole Ramazzani – e un Crocifisso ligneo del XV secolo.
    Al di fuori delle mura interessante è la chiesa di S. Maria della Piana (XIII secolo), dalla curiosa facciata rettangolare, che custodisce un San Sebastiano, affresco attribuito ad Andrea di Bartolo da Jesi (1474).
  • Castello di Montale
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Montale

    Il Castello di Montale è situato in un poggio ad andamento circolare, che si trova ai confini con il Comune di Serra de’ Conti. Nominato per la prima volta come possesso del Vescovo di Senigallia (1223), venne distrutto due volte da Rocca Contrada (prima nel 1250 poi nel 1280) per la conquista dell’importante avamposto. Dell’antica fortificazione è da notare il camminamento di ronda sul lato nord ed a sud la torre di guardia, riutilizzata e riproposta come campanile della chiesa di S. Silvestro, riedificata dopo il 1830. L’uso del laterizio è dominante sia per le costruzioni interne che per le mura di cinta.

  • Castello di Loretello
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Loretello
    Tra i castelli del territorio rimasti Loretello è quello più antico: nominato per la prima volta nel 1072, edificato insieme alla chiesa di S. Andrea dai monaci di Fonte Avellana, divenne possesso di Rocca Contrada nella seconda metà del ‘200. Il vero e proprio castello, come appare oggi, risale ad un ampliamento avvenuto probabilmente tra la fine del ‘300 e i primi decenni del ‘400.  Quasi intatti sono le sue mura, i rivellini ed il bel ponte di accesso a tre arcate. L’edificio più importante, oltre allo spettacolare ponte d’accesso in laterizio (sec. XV), è il grande torrione circolare quattrocentesco con ancora visibili gran parte delle feritoie.

  • Castello di Nidastore
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Nidastore

    Il Castello di Nidastore – "nido degli astori", ossia dei falchi che venivano usati per la caccia nel Medioevo – è il castello più settentrionale di Arcevia, ai confini con la provincia di Pesaro.Nidastore sorse verso la metà del XII secolo e fu da sempre conteso tra il Vescovo di Fossombrone e Rocca Contrada. Nel 1408 il castello venne concesso al nipote del Vescovo Raniero di Taddeo dei Ranieri di Pesaro, che venne ucciso da fuoriusciti da Rocca Contrada. A questa vicenda è legata la tradizione secondo cui il Ranieri sarebbe stato ucciso dagli stessi abitanti di Nidastore in seguito alla pretesa dello stesso di esercitare lo jus primae noctis sulle loro spose.Nel 1462 il castello fu definitivamente riconosciuto a Rocca Contrada da Pio II. L’abitato attuale risale alla seconda metà del ‘400: la cinta muraria, su cui poggiano le abitazioni e alcuni palazzi con portali cinquecenteschi e seicenteschi, è ben conservata.

  • Castello di San Pietro in Musio
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di San Pietro in Musio
    Il piccolo castello di S. Pietro sorge su un poggio (354 m.), a breve distanza da Loretello; menzionato per la prima volta nel 1230, quando alcuni suoi abitanti fanno atto di castellania a Rocca Contrada. Pressoché invariato nel suo impianto urbanistico quattrocentesco, conserva però poche tracce delle strutture murarie originarie. Rimangono la cinta muraria a scarpa in laterizio con il camminamento di ronda. Appena fuori le mura sorge il Santuario della Madonna di Montevago (sec. XVI), dove si conserva la bella immagine mariana affrescata da Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica.
  • Castello di Palazzo
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Palazzo
    Palazzo è uno dei castelli più caratteristici del territorio arceviese. Sorge a m. 508 nell'alta valle del torrente Fenella, ubicato sulle pendici del Monte Caudino. Nel 1130 fu donato all'eremo di Fonte Avellana. Nel medioevo era proprietà degli arcivescovi di Ravenna e poi conteso tra i vescovi di Fossombrone e Senigallia. Passato sul finire del Xlll sec. sotto il dominio di Arcevia a seguito della vittoriosa guerra condotta contro la città di Fossombrone, ne seguì le vicende storiche. Conserva quasi intatta la struttura urbanistica medioevale: è dotato di possenti tratti di mura in pietra e cotto e di una bella porta d’accesso quattrocentesca. Da ammirare sono la chiesa parrocchiale dei Santi Settimio e Stefano (1ª metà sec. XVIII), imponente costruzione tardobarocca - probabilmente opera di un esponente della famiglia di architetti Vici originari di Palazzo – con splendidi altari marmorei e bella tela settecentesca di scuola veneta, e l’Oratorio Privato di S. Venanzio (1751-’59), eretto su progetto di Arcangelo Vici, con notevole interno affrescato.
  • Castello di Caudino
    0731.98991
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Castello di Caudino

    Nominato per la prima volta nel 1338, Caudino è uno dei castelli più tardi di Rocca Contrada. Era un baluardo importante per la difesa del territorio situato ad ovest di Arcevia verso Pergola. Conserva il pittoresco portale d’accesso e parte dell’antica struttura fortificata.Nei pressi del castello fu combattuta una memorabile battaglia tra le forze Guelfe e Ghibelline per il possesso del territorio.Nel centro, di fianco all’antica torre campanaria, sorge la Chiesa di S. Stefano ristrutturata nel Settecento, che custodisce un affresco del 1500 raffigurante la Madonna di Loreto.