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I segreti di Osimo

Difficoltà media
Dagli enigmi dei 'senzatesta' al labirinto delle grotte misteriose

Ad una manciata di km dalla Riviera del Conero, circondata da un mare di campi coltivati si scorge Osimo. Cinta da possenti mura romane, la città offre tante esperienze da vivere. Si potrà fare visita all’antica Fonte Magna, dove si fermò il grande Pompeo, o risolvere l’enigma delle statue romane senza testa all’ingresso del comune, oppure varcare la soglia delle misteriose Grotte sotterranee, un labirinto sotterraneo ricco di passaggi segreti.

Una volta risaliti, si scoprirà lo splendido Duomo di San Leopardo e il battistero. Passeggiando tra gli eleganti palazzi del centro si scorgeranno i giardini di Piazza Nuova, con un panorama mozzafiato. Ma Osimo è anche terra d’arte e miracoli: come non ricordare la pala del Guercino nella Chiesa di S. Marco, o la Basilica di S. Giuseppe da Copertino protettore degli studenti e degli aviatori.

Per chi cerca un po’ di relax, vicino al Santuario della Beata Vergine Addolorata di Campocavallo si potrà andare in bici o cavalcare lungo la pista ciclabile del fiume Musone, o pescare ai laghetti.

Le suggestioni medievali continueranno al Museo delle armi antiche nella Rocca di Offagna e al Museo di storia naturale Luigi Paolucci – adatto ai bambini - e poi a Camerano, dove organizzare una visita guidata alla Grotte scavate nel sottosuolo di arenaria (IAT 071 7304018), visitare la mostra Farfisa (Fabbrica Fisarmoniche Riunite), e la Chiesa di S. Francesco, per poi ristorarsi in una delle cantine nella patria del Rosso Conero.

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Target: Family
Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • Osimo
    071.72491
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Osimo

    Arroccata su un poggio a 265 m. slm, Osimo si estende su un territorio collinare. Il centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui si trova il Duomo, si chiama Gòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto. 
    A circa 3 km da Osimo scorre il fiume Musone e, a poca distanza, si trova la Riviera del Conero

    Popolazioni antichissime si sono succedute sul suo territorio, dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Celti fino ai Romani. Proprio questi, a partire dal III sec. a.C., la renderanno grande nominandola addirittura colonia e dotandola di quelle mura possenti (174-175 a.C.) che ancora oggi costituiscono un unicum tra le città marchigiane, e di una fonte, Fonte Magna, il cui nome è attribuito al passaggio di Pompeo Magno ad Osimo durante la guerra civile contro Cesare. In realtà deve il suo appellativo al fatto di essere una delle più importanti fonti di approvvigionamento idrico della città; dallo studio del tipo di opera cementizia utilizzata nella realizzazione, la fonte si può datare tra I secolo a.C. e il I secolo d.C. 

    COSA VISITARE
    Gli edifici religiosi di maggiore interesse architettonico sono: il Duomo di San Leopardo, eretto nell’VIII secolo e più volte rimaneggiato, la cui pianta, a croce egizia, è a tre navate; all'interno della cattedrale è visitabile anche la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, in cui sono custoditi i sarcofagi con le reliquie dei santi martiri osimani; la chiesa di San Nicolò, costruita nel XII secolo con pianta ellittica, con un pregevole portale gotico e affreschi trecenteschi; il Santuario di San Giuseppe da Copertino, a tre navate, che conserva al suo interno le spoglie di San Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo e protettore degli studenti; la Chiesa di San Marco, il cui fastoso interno barocco, a navata unica, custodisce una solenne pala d'altare raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, opera del Guercino.
    In località Campocavallo di Osimo sorge il Santuario della Madonna di Campocavallo, che venne dedicato alla Vergine Addolorata in seguito ad un prodigio avvenuto nel 1892. 

    Tra gli edifici di architettura civile da visitare è il Palazzo comunale, realizzato nel corso del Seicento in stile barocco; la parte più interessante del complesso è senz'altro l'atrio, dove ha sede il Lapidarium: la raccolta comprende statue, epigrafi, bassorilievi di epoca romana ed elementi architettonici provenienti da edifici medievali e rinascimentali. Le sculture, che rappresentano personaggi romani in toga e in seminudità eroica, hanno tutte la particolarità di essere acefale: questa loro caratteristica ha dato luogo ad un nomignolo attribuito agli abitanti di Osimo, chiamati appunto "i Senza Testa". 

    Da scoprire nel centro storico altri edifici come Palazzo Campana, progettato dall’architetto Andrea Vici, oggi sede dell'Istituto Campana per l'Istruzione Permanente, il Teatro La Nuova Fenice (1892), a tre ordini di palchi e con soffitto affrescato dal Pomarancio, e Palazzo Gallo, fatto costruire come residenza privata da Antonio Maria Gallo, vescovo della diocesi di Osimo, nel primo ventennio del XVII secolo. 

    Molto interessanti sono le Grotte; il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle Grotte Simonetti.

    TIPICITÀ ED EVENTI
    A Osimo si possono degustare eccellenti varietà di pasta di grano duro accompagnate da un bicchiere di Rosso Conero, uno dei 15 vini DOC della regione Marche.
    Tra gli eventi di rilevo che hanno luogo ad Osimo durante l’anno si segnalano la Fiera di San Giuseppe da Copertino a settembre e la Festa del Covo, in località Campocavallo, ad agosto.

  • Chiesa di S. Niccolò
    071.7236088 (I.A.T. Osimo) opp
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Niccolò
    L’attuale chiesa di San Niccolò sorse nel Seicento sui resti di una precedente chiesa con medesimo titolo, costruita poco dopo il Mille dai monaci benedettini qui trasferitisi dalla zona corrispondente all’attuale frazione di Abbadia (situata nella parte orientale del territorio comunale di Osimo). Di questo primitivo edificio rimangono importanti tracce, tra cui la graziosa cappella affrescata da Pietro di Domenico da Montepulciano, la cripta con interessanti capitelli e la cappella del Crocifisso. Il complesso venne abbandonato dai monaci benedettini agli inizi del XV secolo, trasferendo la parrocchia nella vicina chiesa di San Marco nel 1430: la struttura continuò comunque ad essere importante per la comunità in quanto assunse il ruolo di cattedrale e palazzo vescovile, nel periodo in cui questi furono inagibili a causa della rivolta di Boccolino da Guzzone (fine Quattrocento). Nel 1536 subentrarono le Clarisse dell’Osservanza, che un secolo dopo fecero edificare una nuova chiesa sulla struttura della precedente. Il convento di San Niccolò, in quanto ancora oggi abitato dalle suore Clarisse, non può essere visitato, per non contravvenire alle regole dell’ordine e non ostacolare la loro vita claustrale. E’ comunque possibile vedere l’attuale chiesa di San Nicolò assistendo alla messa che vi viene celebrata tutti i giorni alle ore 7.00 e il giorno 24 dicembre alle ore 24.00. La cappella del Crocefisso è aperta solamente due giorni l’anno: il 14 settembre (Esaltazione della Croce) e il 13 dicembre (giorno in cui si commemora l’anniversario del miracolo del Crocefisso).
  • Chiesa di S. Marco Evangelista
    071.715327
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Marco Evangelista

    La chiesa di S. Marco Evangelista fu restaurata durante il XV sec. per volere dei padri domenicani e rimane oggi l’unica testimonianza di un complesso più ampio che comprendeva originariamente un convento delle monache agostiniane risalente al XIV sec. L’interno fu ampiamente modificato tra il XVI e il XVIII sec. e presenta, oggi, un fastoso impianto barocco ad un'unica navata.
    Sul lato del coro si conserva una solenne pala d’altare raffigurante la Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena. L’opera risalente al 1642 fu realizzata da Francesco Barbieri, detto il Guercino, su ordine del vescovo di Osimo. La tela, sottoposta recentemente ad un accurato restauro, presenta una cornice composta da ovali realizzati da scuola marchigiana e raffiguranti i quindici Misteri del Rosario.
    Sul secondo altare della parete sinistra si conserva l'unico frammento della chiesa antica, uno stupendo affresco rappresentante la Madonna col Bambino tra San Domenico e San Pietro martire, realizzato nel Quattrocento da Pietro di Domenico da Montepulciano.
    Una leggenda dice che un tempo la chiesa ospitasse il "pozzo delle lame" , oggi scomparso soprattutto in seguito ai lavori di rifacimento dell’interno. In questo infausto pozzo, che doveva trovarsi sotto la sacrestia, venivano gettati gli sfortunati prigionieri, condannati così alle più atroci torture.

  • Santuario Beata Vergine Addolorata di Campocavallo di Osimo
    071 7133003
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Santuario Beata Vergine Addolorata di Campocavallo di Osimo
    A tre km da Osimo, a Campocavallo, si trova il Santuario della Beata Vergine. Fu edificato alla fine dell’Ottocento, su disegno dell’architetto Costantini, sul luogo in cui il 16 giugno 1892, all’interno di una minuscola chiesetta preesistente, si verificò il primo di una lunga serie di eventi prodigiosi legati all’immagine lì venerata. Si tratta di una stampa raffigurante la Vergine la quale, con lo sguardo rivolto al cielo traboccante di sofferenza, sorregge il corpo del Figlio deposto dalla Croce. La Madonna ritratta fu più volte vista –numerose e prestigiose sono le testimonianze raccolte nell’arco di dieci anni- muovere gli occhi e lacrimare.
    Ogni anno, dal 1939, la prima domenica di Agosto si celebra la Festa del Covo in onore della Vergine Addolorata. Iniziatore fu un gruppo di agricoltori che decise di realizzare una grande corona fatta di spighe di grano per portarla in processione ed offrirla alla Sacra Immagine come ringraziamento simbolico per il raccolto ottenuto nonché segno di profonda devozione. Con il passare del tempo la festa si è poi evoluta acquistando maggior importanza e prestigio; gli stessi soggetti religiosi sono passati a rappresentare luoghi sacri e mete di pellegrinaggio di fama internazionale (Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, la Basilica di San Pietro a Roma solo alcuni esempi) e spesso i covi vengono portati nelle stesse chiese e santuari riprodotti per essere lì esposti.
    La maggior parte dei covi realizzati per le varie edizioni della festa si possono ammirare nell’omonimo Museo sito a Campocavallo, vicino al Santuario, il quale ha lo scopo di promuovere, valorizzare e tramandare alle nuove generazioni veri capolavori di manualità locale, frutto della cultura contadina e del profondo sentimento di devozione popolare degli osimani di un tempo.
  • Osimo - Giardini di Piazza Nuova
    071.72491 (centralino Comunal
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Osimo - Giardini di Piazza Nuova

    I curatissimi giardini pubblici della città di Osimo, con il bellissimo balcone panoramico da cui si gode di una splendida vista che spazia dai monti Sibillini alla Riviera del Conero, sono il fiore all’occhiello del comune anconetano. Un panorama più unico che raro con lo sguardo del viaggiatore che si perde in un infinito di leopardiana memoria.

  • Teatro La nuova Fenice
    071 9307050
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Teatro La nuova Fenice
    L'attuale teatro sorge sulle ceneri del precedente Teatro omonimo realizzato su disegno dell'architetto Cosimo Morelli fra il 1773 e il 1787, con pianta a campana e quattro ordini di palchi cantinati, caratterizzati da balaustre a balconcino. L'arte decorativa fu affidata a Vincenzo Mazza, Giovanni Battista Brunelli e Melchiorre Jelli. Il teatro fu dichiarato inagibile nel 1881 e demolito nel 1885 per essere sostituito dal teatro attuale. La nuova struttura opera dell'architetto Gaetano Canedi fu eretta fra il 1887 e il 1892, mentre le decorazioni della sala sono opera di Giovanni Diana, Fernando Torchi ed Alfonso Goldini. La facciata in stile neorinascimentale presenta due ordini sovrapposti di paraste binate tuscaniche e joniche con interposte ampie aperture ad arco, tre per ciascun piano. Al di sopra vi è un attico a larga fascia orizzontale. L'atrio è decorato con motivi geometrici mentre la sala degli spettacoli ha una pianta a ferro di cavallo, caratterizzata da un alto basamento perimetrale. Il teatro ha tre ordini di palchi  e al di sopra vi è un ampio loggione a galleria. Dalla balaustra del loggione partono una serie di pilastrini in ghisa dello stesso diametro che separano i palchi sottostanti che sostengono il soffitto, agganciato a sua volta con tralicci lignei alla struttura in ferro della cupola. Le decorazioni pittoriche delle balaustre a fascia dei palchi, della galleria e del soffitto sono  opera di Giovanni Diana e Ferdinando Torchi e richiamano motivi floreali. Il sipario ben conservato è opera dello scenografo Alfonso Goldini.
  • Duomo di San Leopardo
    071.7231808
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Duomo di San Leopardo

    Affacciata sulla Piazzetta del Duomo, questa splendida Cattedrale à sicuramente uno degli esempi più belli di architettura romanico-gotica delle Marche. L’originaria struttura, edificata a cavallo tra XII e XIII sec., subì varie modifiche nel corso del tempo, senza mai perdere l’antica austerità, che si riflette ancora oggi nell’esterno (arricchito dal grande rosone e dai pregevoli portali in pietra) e nel maestoso  interno a tre navate. Degna di nota la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, che custodisce i sarcofagi con le reliquie dei primi martiri e dei santi vescovi osimani. Adiacente alla Cattedrale, si trovano poi il Battistero, con il pregevole Fonte Battesimale in bronzo creato dai fratelli Jacometti nella prima metà del XVII sec. e il Museo Diocesano, che racchiude dipinti e sculture, paramenti sacri e reliquiari.

  • Basilica di S. Giuseppe da Copertino
    071.714523
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Basilica di S. Giuseppe da Copertino

    San Giuseppe da Copertino, noto come il Santo dei Voli, è una delle personalità più interessanti della mistica cristiana.

    Oltre ad essere il santo protettore degli studenti, è patrono dell’aviazione cattolica anglosassone e dei paracadutisti cattolici della NATO. Ad Osimo, dove egli morì nel 1663, vi è la Basilica a lui dedicata, in antecedenza Chiesa di San Francesco. In occasione della sua beatificazione (1753), i Frati Minori Conventuali decisero di rimodernarla e arricchirla secondo il gusto del tempo commissionando il lavoro all'architetto Andrea Vici. La salma del Santo fu sistemata sotto l'altare nel 1771. Tra le opere ivi conservate da notare la tavola della Madonna in trono con Santi di Antonio Solario; la tela della Crocifissione di Francesco Solimena. La Cripta, in cui riposa il corpo del santo, è stata costruita nel 1963, in occasione del terzo centenario della sua morte. Le stanze del santo, conservate nello stato originale, comprendono le tre camerette che ospitarono S. Giuseppe da Copertino dal 1657 al 1663 e l'oratorio dove celebrava la santa Messa.
    Visita Osimo

  • Mura urbiche in opus quadratum e Fonte Magna
    071.7236664
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Mura urbiche in opus quadratum e Fonte Magna
    Le mura urbiche di Osimo rappresentano la testimonianza più importante dell’impianto urbanistico dell’antica colonia romana di Auximum, sorta nel II sec. d.C. sul sito di un precedente abitato protostorico, sul colle della catena collinare tra le valli del Musone e dell’Aspio.La costruzione di questa straordinaria cinta muraria fu promossa per iniziativa di un’aristocrazia senatoria e rispondente, quindi, agli scopi funzionali e utilitaristici di una politica di tipo clientelare. Lo storico Livio riporta, infatti la notizia che furono i censori Q. Fulvius Flaccus e A. Postumius Albinus, in carica nel 174 a.C., ad appaltare i lavori di costruzione dell’opera e delle tabernae intorno al foro, grazie al ricavato della vendita dei terreni pubblici. Le mura si conservano per ampi tratti, soprattutto sotto il Convento di S. Francesco. L’opera fu realizzata con grandi blocchi rettangolari di tufo secondo la tecnica costruttiva dell’opus quadratum.
    Le porte urbiche erano tre: Porta Vetus Auximum sulla strada di Ancona, Porta Musone (di cui rimangono resti in corrispondenza dell’attuale porta) sulla strada per Cingulum, Aesis e Trea e una porta per Potentia, oggi non visibile.Presso il centro di Osimo, si trova la Fonte Magna alla quale si accedeva per mezzo di una scalinata che scendeva dall’omonima via. La tradizione fa risalire il suo nome a Pompeo Magno, passato in questa zona durante la guerra civile contro Cesare, anche se è più probabile derivi dal fatto di essere stata una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della città.Si tratta di una costruzione che riveste grande importanza nel panorama archeologico marchigiano, in quanto è uno dei pochi monumenti citati da fonti storiche. La Fonte Magna viene ricordata da Procopio di Cesarea nel suo De Bello Gotico come obbiettivo strategico del comandante bizantino Belisario che voleva espugnare la città occupata dai Goti. 
  • Camerano
    071.730301
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Camerano
    Il paesaggio di Camerano è caratterizzato dal susseguirsi di dolcissimi poggi che, segnati dalle linee regolari dei coltivi, degradano verso le rive del fiume Aspio o s’innalzano in direzione del monte Conero. Il primo popolamento risale al neolitico (III millennio a.C.) mentre, tra il IX e il III secolo a.C., furono i piceni a lasciare sul territorio tracce tangibili della loro presenza, seguiti dai greci e dai romani.

    Nel Palazzo Comunale potrete visitare la raccolta delle opere di Carlo Maratti che proprio a Camerano nacque. A Maratti si deve anche il trasporto delle spoglie di Santa Faustina, prima conservate nelle catacombe romane, nella chiesa di San Nicolò di Bari. A lui è dedicato il teatro della città e alcune sue opere si trovano nelle chiese di Camerano (Chiesa di S. Faustina e Chiesa dell'Immacolata Concezione).

    Da Camerano passò anche San Francesco e oggi del suo passaggio resta la Chiesa a lui intitolata; la Chiesa è stata anche protagonista di una puntata della trasmissione “Mistero” che ha portato Daniele Bossari a scoprire insieme ad una troupe di speleologi la misteriosa sepoltura di un bambino al di sotto del pavimento della Chiesa.

    La Città Sotterranea di Camerano (il termine "Grotte" potrebbe essere riduttivo) è scavata nell'arenaria e percorre il sottosuolo del centro storico con andamento labirintico. A lungo si è ritenuto che i numerosi cunicoli fossero il resto di antiche cave arenarie o luoghi per conservare il vino. Le esplorazioni, le interpretazioni effettuate e i percorsi turistici, hanno però svelato la presenza in quasi tutti gli ambienti di abbellimenti architettonici, bassorilievi e particolari decorativi che poco si addicono a cave arenarie o a semplici locali di deposito: volte a cupola, a vela, a botte, sale circolari e colonne di particolare gusto architettonico, decorazioni con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi costituiscono una delle costanti dell'intero percorso. Tutti i particolari svelano agli occhi, spesso attoniti, del visitatore un paese sotterraneo, quasi fiabesco, ricco di fascino, una Camerano segreta in cui trovano concretezza storia e leggenda.

    Camerano è un borgo incastonato tra le colline armoniose ed ondulate della Riviera del Conero e il panorama è ricamato dai vigneti del vino Rosso Conero, corposo e strutturato vino di uva di Montepulciano. Di cantina in cantina potrete degustare al meglio questo vino e portarvi a casa un po' di sapori della zona. Tutti gli anni, la prima settimana di settembre, il vino diventa il protagonista della Festa del Rosso Conero: punti di ristoro, bancarelle, giochi di strada e momenti di degustazione fino a notte fonda per festeggiare tutti insieme.
  • Offagna
    392 1302383
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Offagna

    A ridosso di Ancona e del Monte Conero, Offagna, tipico borgo medioevale, è dominata dalla sua Rocca, che svetta come una solitaria vedetta sul paesaggio collinare circostante. Il borgo, su cui sventola la Bandiera Arancione, rientra nell'associazione I borghi più belli d'Italia

    La Rocca, costruita a metà del XV sec. sui ruderi di un precedente castello, è una delle più belle costruzioni difensive delle Marche, presenta una forma quadrangolare e conserva ancora intatto il massiccio mastio, a cinque piani, nel quale è allestito il Museo delle Armi antiche. 

    Lungo le mura di difesa, orlate da merlature a coda di rondine, corre il cammino di ronda. Il borgo attorno alla rocca è piccolo, ma conserva dei gioielli architettonici di tutto riguardo: la Chiesa del SS. Sacramento, a pianta circolare, è stata costruita dall’architetto Andrea Vici in puro stile neoclassico. Lo stesso architetto progettò anche il Monastero di Santa Zita, che si presenta come una struttura fortificata.
    La Chiesa di Santa Lucia invece, attestata già dal '300, conserva al suo interno un crocifisso ligneo del ‘500 e dipinti seicenteschi mentre nella Chiesa di San Tommaso si può ammirare  una pala d’altare dedicata a San Bernardino, patrono del paese.
    La visita al borgo può continuare nel Museo di Scienze Naturali "Luigi Paolucci", con interessanti raccolte paleontologiche, mineralogiche, zoologiche e botaniche e nel Museo della Liberazione di Ancona, che documenta le fasi del passaggio del fronte alleato nelle Marche.  Tipica del borgo è la crescia, una sorta di piadina cotta sulla brace, da accompagnare con le “foie de campo”, un misto di erbe spontanee. Ad Offagna si può inoltre degustare il Rosso Conero, i cui vigneti caratterizzano le campagne circostanti.

    Da non perdere a luglio le Feste Medievali, una manifestazione di grande richiamo nata per far rivivere l'antica tradizione della Contesa della Crescia, una disfida in armi (lancia, balestra, arco, mazza ferrata) fra i quattro rioni del paese. Offagna si trasforma in un autentico borgo medievale e nelle sue vie e piazze torna a rivivere l'atmosfera del passato con mostre, taverne, spettacoli, rassegne, rievocazioni storiche. Ogni anno viene fissato dall'Accademia della Crescia un tema conduttore delle feste, che si concludono con la suggestiva cerimonia d'investitura dei nuovi Cavalieri della Contesa e la Fiera del Colombaccio (settembre).

  • Chiesa di S. Lucia
    071 7107380
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: Chiesa di S. Lucia
    Le prime notizie della Chiesa di S.Lucia risalgono al 1372. Infatti a quell’epoca esisteva una confraternita detta di S. Lucia che poi, nel 1549, fu chiamata anche della Buona Morte in quanto si occupava dell'assistenza dei moribondi. L’interno è caratterizzato da numerose opere d’arte: due quadri risalenti al 1600 e presso l’altare maggiore una S. Lucia martirizzata e glorificata, mentre sull'altare laterale la Vergine col Bambino venerato da S. Luigi di Gonzaga e da S. Carlo Borromeo. Di fronte è esposto il S.S. Crocifisso risalente al XVI secolo. In prossimità dell'altare sul lato sinistro è posta una lapide commemorativa. La stessa documenta di un ritrovamento avvenuto nell'anno 1761 dei resti di un martire.