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Giubileo Lauretano: alla scoperta della Santa Casa

In occasione del centenario della Vergine Lauretana Patrona degli aeronauti

Il Santo Padre ha concesso il Giubileo Lauretano in occasione del centenario della proclamazione della Vergine Lauretana quale Patrona universale degli aeronauti, avvenuta il 24 marzo 1920.

Il Giubileo ha avuto inizio l’8 dicembre 2019, con l’apertura della Porta Santa nel Santuario di Loreto, e si concluderà il 10 dicembre 2020. E' rivolto a tutti ma in particolare alle persone coinvolte nel mondo dell’aviazione civile e militare, lavoratori e passeggeri, che potranno recarsi in pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto. Su richiesta dell’Ordinario Diocesano o Militare, potrà essere estesa l'Indulgenza Plenaria a quanti visiteranno le Cappelle degli aeroporti civili e militari e le Cappelle dei reparti dell'Aeronautica Militare, situate nella propria circoscrizione. 

Per aiutare i fedeli che si recheranno in Pellegrinaggio a Loreto a varcare la Porta Santa sarà fornito un adeguato sussidio che illustrerà il percorso spirituale all’interno del Santuario. Inoltre, per chi ne farà richiesta, ci sarà la disponibilità di un accompagnatore che faciliterà la comprensione del Giubileo alla luce della spiritualità della Santa Casa.

Ma una visita a Loreto significa scoprire anche il profondo legame tra la città e Bramante (Fermignano, 1444 – Roma, 1514), una figura che ha profondamente segnato il Rinascimento italiano, affermando una nuova concezione di spazio architettonico, ancora oggi un imprescindibile riferimento. Come architetto del Papa, Bramante fu chiamato dal 1507 al 1509 ad occuparsi della Basilica della Santa Casa, che Giulio II aveva portato sotto la diretta giurisdizione pontificia.
Il Bramante si limitò al progetto della facciata (non realizzata), della piazza antistante e del Palazzo Apostolico adiacente, oltre che del rivestimento marmoreo che racchiude la Santa casa di Nazareth contenuta nel santuario, poi realizzato sotto la direzione dei suoi successori, ovvero Cristoforo Romano, Andrea Sansovino, che realizzò bassorilievi e sculture, Ranieri Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane.

Bramante, in qualità di architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo nel maturare il classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera è accostata dai contemporanei all'architettura delle vestigia romane ed è tuttora considerato inventor e luce della buona e vera Architettura. 

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Livello di difficoltà: media
Target: Cultura
Stagionalità: Estate

Le tappe dell'itinerario

  • La Basilica della Santa Casa
    +39.071.9747155
    La tappa prevede le seguenti destinazioni: La Basilica della Santa Casa

    La città di Loreto si è sviluppata intorno alla celebre Basilica che ospita la Santa Casa di Nazareth dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Gli studi mettono in luce che la provenienza della Casa è la Palestina, sia per lo stile architettonico che per l’uso di materiali costruttivi, sconosciuti al territorio delle Marche ed invece molto usati all’epoca in Terrasanta. La tradizione vuole che la Santa Casa, dopo essere transitata per la Dalmazia, rimanendo per circa tre anni a Tersatto (ora un quartiere della città di Fiume in Croazia), giunse a Loreto la notte del 9-10 dicembre del 1294. 

    Nel 1469, per iniziativa del vescovo di Recanati Nicolò delle Aste e in seguito con Papa Paolo II, iniziarono i primi lavori di costruzione dell’odierna basilica. A fianco della candida facciata in pietra d’Istria, completata nel 1587, si innalza l’elegante campanile (1750-55), opera di Luigi Vanvitelli. Sotto la cupola è posizionato il sacello della Santa Casa, rivestito di marmo con statue e rilievi, capolavoro della scultura del Cinquecento. L’interno assai suggestivo è meta di pellegrini che giungono da tutto il mondo per pregare, davanti alla statua della Madonna Nera. La Cappella dell’Annunciazione fu decorata con affreschi di Federico Zuccari, le sacrestie di San Marco e San Giovanni da Melozzo da Forlì e Luca Signorelli, il soffitto ed il padiglione della Sala del Tesoro dal Pomarancio. Il Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto, ospitato nel Palazzo Apostolico, conserva dipinti, sculture, arazzi e maioliche prove-nienti dal Santuario e donati alla Santa Casa nel corso dei secoli. Nella raccolta dei dipinti spiccano le opere della tarda maturità di Lorenzo Lotto, che morì a Loreto nel 1556 ca. Il Tesoro della Santa Casa comprende preziose opere di alta oreficeria. 

    All’esterno del Santuario la piazza che troverete termina a nord e a ovest dal Palazzo Apostolico, ad est con la parte anteriore della basilica, e a sud dal Palazzo Illirico; sul lato sinistro troverete il Campanile disegnato da Luigi Vanvitelli, al centro invece la Fontana di Carlo Maderno e Giovanni Fontana.

    “La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità”. (Giovanni Paolo II)

     

  • Luca Signorelli – Affreschi nella Cappella di San Giovanni

    Nella Sagrestia di S. Giovanni della Basilica del Santuario della Santa Casa di Loreto, Luca Signorelli realizzò una pregevole serie di affreschi databili probabilmente tra il 1481 e il 1485.
    Le decorazioni dividono la volta della sagrestia in otto spicchi con le raffigurazioni degli Evangelisti (Luca, Marco, Matteo e Giovanni) e dei Dottori della Chiesa occidentale (Girolamo, Gregorio Magno, Agostino e Ambrogio), nelle quali è possibile intuire un modulo compositivo che unisce un’evidente ricerca del movimento e al tempo stesso di monumentalità, elemento quest’ultimo caratterizzante del pittore Piero della Francesca. La scelta stilistica legata alla scuola toscana è presente anche nei soprastanti otto Angeli musicanti che suggeriscono un riferimento al Botticelli con il quale il Signorelli lavorò in quegli anni nella Cappella Sistina, sia per l’eccezionale eleganza delle figure, calibratissime e calde di colore, seducenti per levità aerea, per ritmo e per sinuose movenze sia per la ricerca plastica e l’energia espressiva.
    Sulle pareti sono coppie di apostoli a figura intera ed episodi dell’Incredulità di S. Tommaso e della Conversione di S. Paolo (attualmente non visibile perché situata sopra la porta), capolavoro di questo ciclo per la sapienza prospettica che anticipa negli audaci scorci e, in particolare, per la grande teatralità ed enfasi drammatica presente nella scena dell’apparizione divina. Risulta evidente la sintesi tra lo staticismo di Piero e il dinamismo del Pollaiolo, sintesi che costituisce per altro uno degli elementi peculiari dell'arte signorelliana.

  • Melozzo da Forlì – Affreschi nella Cappella di San Marco

    Tra il 1477 e il 1479, Merlozzo da Forlì eseguì gli straordinari affreschi nella cupola della sagrestia di S. Marco della Basilica del Santuario della Santa Casa di Loreto, commissionati dal cardinale Girolamo Basso della Rovere.
    Si tratta di uno dei primi esempi di cupola decorata da figure ed elementi architettonici, temi decorativi fortemente influenzati dalla Camera Picta di Andrea Mantegna a Mantova.  
    La volta presenta uno scheletro architettonico dipinto con costoloni e cornici convergenti verso la sommità della cupola che inquadrano finestre aperte sul cielo e in corrispondenza delle quali si trovano otto Angeli con le ali spiegate e recanti i Simboli della Passione. Al di sopra è raffigurata una corona di angeli e cherubini che incorniciano lo stemma del committente circondato da un festone. In corrispondenza della base del tamburo della cupola sono una serie di Profeti rappresentati seduti su un cornicione dipinto. Nella parete sottostante si trova l’ Ingresso di Gesù a Gerusalemme, racchiuso entro un riquadro centinato. Le figure sembrano inserirsi perfettamente nelle architetture dipinte, offrendo un esempio di abilità prospettica quattrocentesca che fece meritare al Melozzo il riconoscimento di grandissimo prospettivo da parte del Vasari.